19 aprile 2009

Vietate le telecamere per controllare chi lavora

Non è lecito installare telecamere che possano controllare i lavoratori, anche in aree e locali dove si trovino saltuariamente. Lo ha ribadito il Garante della privacy ricordando che l'uso delle telecamere sui luoghi di lavoro deve rispettare in maniera rigorosa gli obblighi previsti dallo Statuto dei lavoratori, richiamati anche dal Codice della privacy. Per questo motivo al termine di un'operazione di controllo sull'utilizzo di apparati di videosorveglianza da parte di una cooperativa l'Autorità ha disposto il blocco del trattamento effettuato mediante alcune videocamere poste in aree suscettibili di transito da parte dei lavoratori, come quelle di carico e scarico delle merci, i box informazioni e la zona circostante. Il sistema di videosorveglianza può, infatti, configurarsi come forma di controllo a distanza dell'attività lavorativa anche nel caso in cui i luoghi di lavoro siano frequentati anche solo temporaneamente dal personale. A tale proposito, il Garante ha ricordato quanto a suo tempo stabilito dalla Cassazione, la quale aveva confermato che il divieto di controllo a distanza dell'attività lavorativa "non è escluso dal fatto che il controllo sia destinato ad essere discontinuo perché esercitato in locali dove i lavoratori possono trovarsi solo saltuariamente".(06 aprile 2009)

liquidazione del danno biologico conseguente ad infortunio sul lavoro

Tribunale CivileSentenza 26.02.09, n.23Tribunale di Novara: personalizzazione della liquidazione del danno biologico conseguente ad infortunio sul lavoro.
esponeva:di essere stato assunto, nei periodi 24.8/30.9.1999 e 5.10/12.11.1999, dalla ditta (.....) per espletare mansioni di lavoro temporaneo, ex art. 13 L. 196/1997, con inquadramento quale operaio di II livello presso la ditta (B) e mansioni di operaio metalmeccanico nel reparto lastroferratura in qualità di “addetto alla foratura ed all’assemblaggio di componenti di sedili per auto”;che la mattina del giorno 8 novembre 1999 il ricorrente si trovava presso detto reparto addetto a svolgere la sua abituale attività di assemblaggio sedili per auto, eseguendo forature mediante un trapano manuale;che quella stessa mattina un altro operaio del medesimo reparto, (.....), si era infortunato mentre lavorava su una macchina denominata trapano a colonna ed in conseguenza di tale infortunio il capo turno, (.....), aveva deciso in tutta fretta di destinare il ricorrente a tale ultimo macchinario, informandolo sbrigativamente e sommariamente sulle modalità di lavoro;che verso le ore 13,30 il ricorrente, durante la sostituzione della punta del trapano, necessaria al fine di effettuare fori di diametro diverso, eseguiva la manovra poco prima illustratagli dal capoturno: spegneva il trapano ed impugnava con la mano sinistra il mandrino per fermare più rapidamente il movimento e quindi sostituire più velocemente la punta stessa; mentre afferrava il mandrino, il guanto di protezione che indossava si impigliava nella punta, che stava ancora ruotando, facendo subire alla mano una brusca rotazione che causava la rottura scomposta del V dito;

Orientamenti in materia di aiuti a favore dell’occupazione

SENTENZA DELLA CORTE (Seconda Sezione)
2 aprile 2009 (*)
«Aiuti di Stato a favore dell’occupazione – Orientamenti in materia di aiuti a favore dell’occupazione – Orientamenti in materia di aiuti di Stato a finalità regionale – Regolamento (CE) n. 2204/2002 – Nozione di “creazione di posti di lavoro” – Calcolo dell’incremento del numero di posti di lavoro»
Nel procedimento C‑415/07,
avente ad oggetto la domanda di pronuncia pregiudiziale proposta alla Corte, ai sensi dell’art. 234 CE, dal Tribunale ordinario di Nocera Inferiore con ordinanza 20 luglio 2007, pervenuta in cancelleria il 10 settembre 2007.

IL MOBBING E LE REGISTRAZIONI FONOGRAFICHE

Con la sentenza n. 10430 del 08 maggio 2007 la Corte di Cassazione ha statuito che il mobbing può essere provato anche mediante registrazioni audio. Il caso su cui si è pronunciata la Corte riguarda, nello specifico, la vicenda di una dipendente (D. N.) che, essendo stata vittima di ingiurie e molestie sul luogo di lavoro, era stata costretta a dimettersi chiedendo il risarcimento del danno subito.
In giudizio, la ricorrente aveva prodotto come prova una cassetta registrata. La persona (P. L.) accusata di aver assunto tali atteggiamenti vessatori, non è stata sottoposta ad interrogatorio formale in quanto non rivestiva la carica di legale rappresentante della società; inoltre, avendo la società resistente contestato l´esistenza delle asserite conversazioni e della loro conformità ai fatti, il giudice di primo grado ha ritenuto inammissibile, ai sensi dell´art. 2712 c.c., la consulenza tecnica d´ufficio richiesta e volta alla trascrizione del nastro magnetico prodotto.L´art. 2712 c.c., infatti, prevede: “Le riproduzioni (cod. proc. Civ. 261) fotografiche o cinematografiche e, in genere, ogni altra rappresentazione meccanica di fatti e di cose formano piena prova dei fatti e delle cose rappresentate, se colui contro il quale vengono prodotte non ne disconosce la conformità ai fatti o alle cose medesime”.

Licenziamento del dipendente – Modalità operative del licenziamento – Riconsegna del Libretto di Lavoro – Validità

La Corte di Cassazione, Sezione Lavoro Civile, con Sentenza n. 6447 del 17 Marzo 2009, avente ad oggetto “ Lavoro subordinato – Licenziamento del dipendente – Modalità operative del licenziamento – Riconsegna del Libretto del lavoro – Validità”, ha sancito che, nell’ambito delle procedure inerenti il licenziamento, non sussiste per il Datore di lavoro alcun onere di adottare formule “sacramentali”, e la volontà di eseguire un licenziamento può essere espressa anche in forme indirette purchè siano chiare, trasparenti e raggiungano correttamente il lavoratore interessato; del resto l’annotazione sul libretto del lavoro della data di cessazione del rapporto di lavoro esprime inequivocabilmente la volontà del datore di lavoro ad effettuare il licenziamento, e proprio a decorrere da tale data, decorre il termine, a favore del lavoratore, per impugnare il medesimo.

16 aprile 2009

I ventitré lavoratori licenziati dalla cooperativa ServiGest accolti dal Prefetto di Varese

Affiancati dai rappresentanti sindacali di Sdl, Cobas e Cub, i dipendenti che lavoravano nel settore lavaggio e pulizia in appalto per la Lsg SkyChefs, società leader nel comparto catering, si sono ritrovati davanti a Villa Recalcati e sono stati accolti dal Prefetto di Varese Simonetta Vaccari, alla quale hanno esposto i passaggi della loro via crucis. La motivazione del licenziamento è stata spiegata con il passaggio dalla cooperativa “Archimede Logistica e packaging” al consorzio ServiGest: non una novità dato che prima a gestire una parte del servizio c’era la Cis, poi la Archimede e infine la ServiGest, tutte cooperative riconducibili alla stessa proprietà (anche se il responsabile legale è diverso), che ogni due/tre anni cambia nome e ragione sociale e lascia a casa parte dei dipendenti non ottemperando al pagamento di contributi e tfr (trattamento di fine rapporto di lavoro).

Il Tar della Lombardia ha sancito con una sentenza del 20 marzo scorso l’illegittimità di quei licenziamenti poiché non sono state attivate le necessarie procedure sindacali in caso di licenziamento collettivo, condannando così la cooperativa Archimede a reintegrare tutti i lavoratori ricorrenti e a risarcire loro il danno nella misura prevista dall’art. 18. A perdere il posto e a protestare sono rimasti in 23 dei 50 licenziati dalla cooperativa: gli altri sono stati reintegrati dal nuovo consorzio subentrato, mentre quelli licenziati sono stati sostituiti nei numeri e nei compiti da altri nuovi dipendenti

15 aprile 2009

presidio davanti alla prefettura di Varese

Giovedì 16 aprile
dalle 9.30
PRESIDIO CON CONFERENZA STAMPA
davanti alla
PREFETTURA DI VARESE
PIAZZA LIBETA'
organizzato con le lavoratrici ed i lavoratori
licenziati dall'appalto lavaggio e pulizie
interno alla LSG SKY Chefs di malpensa.

10 aprile 2009

AGUSTA-INCREDIBILE: LA FIOM PROTEGGE I PADRONI ED ESPONE GLI OPERAI ALLA RITORSIONE AZIENDALE

Giustifica le carenze ambientali e dice chi ha avuto il coraggio di chiamare l’ASL. Neanche l’ASL aveva osato farlo


Non è nostra abitudine rispondere ai farneticanti comunicati che leggiamo ogni tanto alle bacheche ma questa volta stanno mettendo in pericolo lo stipendio di parecchi operai, dipendenti della Palmar, che operano all’interno di Agusta e svolgono l’attività di movimentazione.

Quanto esposto alle bacheche da parte della RSU FIOM Agusta ci lascia completamente allibiti, un comunicato fitto di rabbia e di incapacità di ragionamento, un comportamento totalmente irresponsabile che espone in maniera ingiustificata i lavoratori alla ritorsione aziendale:


1- comunicano a tutti chi ha chiesto all’ASL di fare i controlli.

2- giustificano l’azienda anche davanti alle evidenti carenze ambientali


La Palmar ha già dimostrato di non avere scrupoli nel vendicarsi sui lavoratori. I precedenti comunicati sui licenziamenti per futili motivi non lasciano dubbi sul modo di operare da parte della dirigenza aziendale, non c’era proprio bisogno di agevolare l’azienda dichiarando apertamente chi ha avuto il coraggio di chiamare l’ASL per eseguire i controlli ambientali all’interno dei vari reparti ………. Eppure lo hanno fatto.

Invitiamo i vertici della FIOM nazionale a prendere seri provvedimenti nei confronti di questi delegati che, oltre a non essere in grado di fare il loro mestiere, espongono in maniera pericolosa i lavoratori, facendo perdere la faccia a tutta la FIOM.

Per dovere di cronaca: il RLS Palmar è stato regolarmente eletto dai lavoratori in modo democratico (leggere il significato sul vocabolario) nel 2008. Inoltre, gli interventi sull’impianto di riscaldamento e sui portoni di accesso, per evitare le correnti d’aria all’interno del magazzino spedizioni, Agusta li ha fatti solo dopo le numerose richieste da parte dei lavoratori e non perché la RSU FIOM si è incatenata al cancello per tutelare gli operai!!!!!!! Cosa di cui si è persa la memoria.

07 aprile 2009

Ahlstrom gallarate: licenziamenti e mobilità confermati

Mentre i lavoratori dell’Ahlstrom di Gallarate continuano il presidio davanti ai cancelli della fabbrica di viale XXIV maggio, ieri la direzione, dopo aver annullato la precedente, ha aperto la procedura per il licenziamento con la mobilità di cinquantanove lavoratori.
Il sindacato di base che guida la protesta dei lavoratori gallaratesi è però fiducioso nella possibilità di un accordo. Prosegue il blocco delle merci.
«In questo incontro - scrivono l'AL Cobas - sono stati raggiunti significativi obiettivi, ottenuti dalla determinazione dei lavoratori che in queste settimane hanno lottato. Restano però aperte alcune richieste da noi avanzate: la cassa integrazione deve essere fatta a rotazione con la garanzia della maturazione dei ratei; si deve aprire la mobilità tra i vari stabilimenti (Gallarate, Mozzate, Cressa e Carbonate); la mobilità deve coinvolgere solo i lavoratori volontari, senza nessun licenziamento anche fra 12 mesi; si deve aumentare sensibilmente l’incentivo all’esodo».

Oce' Italia: cassa integrazione. Perchè? Per chi?

Ocè Italia: cassa integrazione ordinaria (Cigo). Perché? Per chi? Quanto pesano i sacrifici per lavoratori e lavoratrici??

La direzione ha interrotto un confronto su eventuali tagli perché la casa madre non aveva deciso quanto mettere a disposizione per gli incentivi.. (hanno altri problemi più grossi e l’Italia vale solo il 3,2% della Corporation). Cosa dobbiamo pensare che ora la cassa integrazione ordinaria è un modo per risparmiare, prendere tempo e torneranno alla carica??

La ipotesi in discussione prevede 8 ore di Cigo a settimana per circa 350 lavoratori dei 540 dipendenti (esclusi venditori e similari e alcuni centri B.S. che hanno particolari carichi di lavoro). Quel che dovrebbe essere ovvio è che prima di andare in cassa integrazione si devono verificare i carichi di lavoro ed evitarla il più possibile (e potete contattarci se ritenete ci siano forzature ingiustificate per intervenire ed evitarla e/o contestarla). Si cerca di far passare un discorso che con 4 giorni di lavoro e la cassa integrazione a rotazione si possono soddisfare le necessità dei clienti e delle attività … ma allora stabilizziamo con la riduzione dell’orario di lavoro in via definitiva la settimana di 4 giorni lavorativi a parità di retribuzione.

In molti dicono che nessuno verrà lasciato indietro… ma con 4 giorni di cassa integrazione al mese ovvero 32 ore retribuite a circa 5 euro ora le perdite economiche saranno diverse centinaia di euro… al mese.
Ed è per questo che chiediamo anche nello sciopero generale in preparazione con manifestazione al Pirellone che la integrazione salariale ritorni ad essere realmente l’80% dello stipendio e non le 850 euro nette al mese attuali.

La multinazionale risparmierà oltre 500mila euro di stipendi e per molti aumenterà la fatica di arrivare a fine mese. Lo strumento della cassa integrazione ordinaria è utile e necessario in caso di cali di lavoro (la crisi è abbastanza grave se sia la Confindustria che la Cgil vorrebbero estenderla da un anno a due anni..).

Quello che non va è che non si preveda la garanzia del pagamento integrale della 13esima, delle ferie, ecc e che non si preveda l’integrazione all’80% dello stipendio a carico della direzione in attesa che arrivi la legge a livello generale (il che comporterebbe che anche le aziende sarebbero interessate a spingere il governo per aumentare il valore della integrazione salariale). Oppure si dovrebbe fare come in altre aziende che i dirigenti si autotassano per fare una cassa di solidarietà per chi non lavora tutto il mese? Cercare di imporre miglioramenti della integrazione salariale in ogni azienda è compito fondamentale che aiuta la vertenza generale per migliorare gli ammortizzatori sociali. Questa richiesta a parole è sostenuta sia dalla Cgil che dalla Fiom ma non pare che in Ocè per ora si stia tentando di renderla concreta. Noi crediamo si debba continuare a fare pressioni in tutti i modi (evitando la Cigo dove è possibile e migliorando l’accordo con la clausola della integrazione dello stipendio).

Per chi volesse fare due conti può provare a dividere il proprio stipendio netto x 173 ore e vedere quale è la paga oraria netta… con le 850 euro della Cigo diviso 173 viene 4 euro e 91 centesimi… calcolate le ore di cassa integrazione mensili 32 ore circa per la differenza e avrete la perdita a cui si somma un altro 8,33% per la perdita in % della tredicesima e non sarebbe finita…

CRISI MALPENSA: SACRIFICI E ALTRA CASSA OLTRE IL 2010 PER I LAVORATORI STIPENDI E PROFITTI D’ORO PER I SOLITI (ig)NOTI

È passato ormai un anno dagli accordi che hanno introdotto la cigs in deroga e la mobilità per i lavoratori di Malpensa. Da quel momento abbiamo assistito all’attacco alle condizioni di vita e lavorative.

SEA:
Accordo dopo accordo i lavoratori Sea hanno visto, in questi mesi, aumentare la cassa e i carichi di lavoro.

L’accordo del 13-6-08, che tra le altre cose prevedeva l’eliminazione di tre riposi all’anno, sta dispiegando mese dopo mese i suoi effetti. Il 12 marzo si è giunti ad un‘altro capitolo all’attacco ai diritti acquisiti dei lavoratori, con la presentazione da parte di SEA delle tabelle turni e riposi e come ci si aspettava, non solo tutti i dipendenti SEA spa e SEA h. si troveranno 3 riposi in meno ma due di questi verranno fatti di domenica. Non solo: cambiando le tabelle riposi e quindi il posizionamento delle settimane da 5, (prendiamo come esempio la tabella CIL BHS) si dovrà lavorare due sabati e due lunedì in più rispetto alla vecchia tabella aumentando i riposi del giovedì e venerdì.

I vertici aziendali, con la complicità dei sindacati confederali, stanno introducendo la figura del “team leader”. Singolare è la posizione aziendale che a fronte di personale esentato e di lavoratrici, che non sono in condizioni di eseguire tutte le operazioni del team leader, pensano bene di obbligare tutti alla nuova figura professionale, scaricando sugli altri lavoratori, eventuali ridotte capacità lavorative di alcuni.
Mancati riposi, cassa integrazione discriminante tra lavoratori, sostituzione delle ferie con la cassa, trasferimenti tra Malpensa e Linate, ecc. ecc. sono tutti i sistemi buoni per aggirare le norme che prevedono che la cassa sia fatta a rotazione e che non si debba fare nessuno straordinario. Spesso tutto ciò avviene con il consenso di Cgil-Cisl-Uil e Flai.

Ora Sea, dopo aver ottenuto per due anni tutto quanto è possibile dalla collettività e dai lavoratori, con flessibilità e aumento dei carichi di lavoro, pensa di poter continuare a “mungere” lo Stato con altra cassa e nuova mobilità.

Ed infatti, dopo aver trionfalisticamente sbandierato la conclusione di accordi con la nuova Alitalia e Lufthansa, anziché comunicare la diminuzione della cassa, Bonomi e soci si apprestano a richiedere un altro anno di crisi, motivata ora non più dalla situazione Alitalia, ma dalla crisi internazionale, con l’obiettivo di continuare le sospensioni in cassa dei lavoratori Sea fissi e di mantenere un altro anno di contratto a termine, con i relativi ricatti, al personale “ex precario” da stabilizzare. Inoltre, dopo aver aperto la procedura la mobilità nel marzo scorso dicendo di dover licenziare i dirigenti e quadri che nonostante l’età non volevano lasciare l’azienda, ora Sea si appresta ad un’altra mobilità, questa volta, però, per gli operai, magari con un po’ di soldi di incentivo.

A Bonomi superstipendio garantito. Con un’abile mossa, il Carroccio ha aggirato la legge sui manager pubblici, che fissa uno stipendio massimo di 250 mila euro, e a garantire al suo uomo, Giuseppe Bonomi, presidente ed ex ad di Sea, la partecipata che gestisce Linate e Malpensa, uno stipendio più che doppio. Con la nuova legge i due incarichi diventano incompatibili e allora cosa s’inventa la Lega? Un’assunzione a tempo indeterminato come direttore generale di Sea, garantendo uno stipendio di 550mila euro. Oltre ai compensi per il raggiungimento degli obiettivi. Il giornale 16-1-09

SIAMO QUINDI AL PARADOSSO: SOLDI PER I VERTICI SEA E PER CHI ACCETTA IL LICENZIAMENTO, MENTRE PER CHI RESTA AL LAVORO C’è SOLO LA CRISI.

Da parte nostra quindi non è più pensabile continuare oltre il marzo 2010, con altra cassa e mobilità!

QUEI SINDACATI CHE ANDRANNO ANCORA UNA VOLTA A SIGLARE ACCORDI IN QUESTO SENSO, SANNO CHE NON CI SONO MOTIVI PER AUTORIZZARE ALTRA CASSA PER LA SEA.

Scaricati sull’INPS tre giornate per ogni lavoratore Sea

Con l’accordo firmato il 13-6-08, da tutti i sindacati confederali, si prevedono da quest’anno tre riposi in meno. La Sea da un lato chiede soldi per lasciare a casa i lavoratori pagati dall’INPS, mentre dall’altro aumenta l’orario di lavoro. Con questo meccanismo le tre giornate di lavoro in più per ogni lavoratore, saranno trasformate in giornate di cig e pagate dall’INPS.

AVIAPARTNER:
Dopo avere aperto vertenze sindacali
e legali in materia di condizioni di lavoro e di orari, igienico-sanitarie, sicurezza sul lavoro, contrattazione aziendale e lavoro precario, nelle scorse settimane abbiamo indetto le elezioni delle RSU, per poter avere una rappresentanza dei lavoratori eletta. Ma come al solito, nessun’altra organizzazione sindacale ha presentato i propri candidati, con il risultato che Aviapartner sta ora di fatto ostacolando le elezioni. Come in SEA, per votare ,abbiamo dovuto ricorrere al giudice per condotta antisindacale. Questa è la dimostrazione che a Malpensa la democrazia sindacale, non esiste.

È di queste settimane la vicenda del personale della coop. GS, che effettuava la pulizia aerei per Aviapartner. Prima licenziati dalla GS per cessione di appalto ed assunti come lavoratori interinali presso la stessa Aviapartner, sempre a fare pulizia aerei, ed ora di nuovo licenziati perché l’appalto è stato dato alla NAS, in palese violazione delle norme sui cambi di appalto, che prevede, nei passaggi di appalto, l’assunzione, da parte di chi subentra, di tutto il personale. Anche questa manovra di Aviapartner è stata gestita con la complicità dei sindacati confederali, ed ha portato come risultato la perdita del posto di lavoro da parte di molti operai.

COOPERATIVE FASULLE. LSG Sky Chefs, da diversi anni cede in appalto a varie cooperative il servizio pulizie e lavaggio legato al servizio catering. Le cooperative che si sono alternate (ultima la coop. Archimede) hanno sempre dimostrato tutta la loro arroganza, non riconoscendo la retribuzione prevista dal contratto nazionale e i diritti sindacali. Il 1° dicembre 2008 si è consumata l’ennesima beffa ai danni dei lavoratori; per motivazioni ancora poco chiare, si è deciso di sospendere l’appalto alla coop. Archimede logistica, passandolo alla coop. ServiGest.
Ma, mentre le lettere di licenziamento sono state indirizzate a tutti i lavoratori di Archimede senza peraltro prevedere il pagamento delle mensilità arretrate e del TFR e senza la restituzione della quota associativa trattenuta ogni mese in busta paga, le proposte di assunzione della nuova cooperativa sono state dirette solo ad alcuni. Inoltre i lavoratori licenziati, a causa del mancato pagamento della contribu-zione prevista da parte della cooperativa, non hanno neppure la possibilità di richiedere la disoccupazione.
Altra cooperativa, la Solution Team, addetta ad avvolgere i bagagli per conto della Securbag, presente in numerosi scali a livello mondiale, non solo risulta aver fatto firmare ai lavoratori, al momento dell’assunzione, dichiarazioni di dimissioni in bianco, ma utilizza un CCNL (unci) che non risponde ai requisiti di trattamenti minimi previsti dalla legge e trova pretesti disciplinari per sbarazzarsi dei lavoratori scomodi in dispregio dello Statuto dei lavoratori.

Riz service, coop. che opera presso Alha al carico e scarico merci. Dopo aver tenuto numerosi soci lavoratori senza lavoro e senza stipendio, nell’ottobre scorso ha siglato un accordo, con la sola Uil, con cui veniva concessa la cassa non a rotazione e senza l’anticipo dei soldi da parte della coop. Con questo “bellissimo” accordo, mai portato a conoscenza dei lavoratori, ora decine di operai sono da sei mesi senza stipendio e senza integrazione salariale. Il ritardo del pagamento della cassa integrazione, è dovuto in parte alle carenze dell’INPS ma soprattutto alla procedura sbagliata fatta dalla cooperativa, che con il ritardo dei pagamenti degli stipendi di cassa, ottiene il risultato che numerosi lavoratori in difficoltà economica, alla fine cercano un altro lavoro.

Quasi tutte le cooperative operanti a malpensa, non pagano i contributi di disoccupazione, con il risultato che i lavoratori una volta licenziati non possono avere la disoccupazione speciale prevista per tutti i lavoratori italiani.

Può bastare tutto questo per convincersi di non restare più spettatori passivi delle sorti della propria vita lavorativa?

E di non lasciarlo nelle mani dei sindacati confederali “firmaioli” per avere annualmente il loro bottino di migliaia di ore di permessi sindacali?

ORGANIZZIAMOCI E LOTTIAMO!

Nei prossimi giorni la CUB Trasporti organizzerà assemblee dei lavoratori SEA e delle aziende e coop. operanti sullo scalo di Malpensa per decidere insieme le azioni di lotta da mettere in campo e organizzarsi per arrivare ad uno SCIOPERO che coinvolga TUTTI i lavoratori degli scali milanesi. Oggi più che mai serve una scelta netta dei lavoratori per il sindacalismo di base sia in consensi sia di coscienza e soprattutto di PARTECIPAZIONE per contrastare questo attacco inaudito ai diritti dei lavoratori mentre i soliti (ig)noti vogliono scaricare sui lavoratori la loro crisi.

Aprile 2009 CUB TRASPORTI

AGUSTA: LA SALUTE DEI LAVORATORI NON E’ IN VENDITA

Controlli dell’ASL in meccanica ed in magazzino

“VIETATO ACCENDERE LA VENTOLA” firmato: ing. B….

Questo cartello è rimasto appeso per mesi sotto il pulsante di accensione delle ventole che servono per riscaldare i lavoratori all’interno del magazzino, eppure nessuno diceva nulla. L’RSPP, più volte interpellato, alzava le spalle e diceva “più di così cosa posso fare? Io ho parlato con il responsabile e il mio dovere l’ho fatto”. Il cartello giovedì pomeriggio è sparito, strana coincidenza. Sembra che qualcuno ha visto l’ing. B…. masticare frettolosamente ed ingoiare dei pezzi di carta dove si intravedeva la scritta “VIETATO…”. Si dice che per un giorno questo “capo reparto” abbia avuto problemi digestivi. Chissà se il cartello ricomparirà di nuovo?! Magari, questa volta, suggeriamo di non mettere la firma almeno cosi ci si salva la faccia.

I FATTI: Giovedì pomeriggio due ispettori dell’ASL di Cardano si presentano al cancello dell’Agusta dichiarando di dover fare dei controlli all’interno di alcuni reparti dell’azienda.
Fanno un’ispezione accurata in diversi reparti tra cui il magazzino spedizione, dove parlano con diversi lavoratori e verificano le condizioni ambientali del reparto: dalle correnti d’aria alla temperatura dell’ambiente, dal corretto funzionamento dell’impianto di riscaldamento al deposito di terriccio che portano i muletti all’interno del reparto, al rischio di incidenti tra muletti e dipendenti che operano all’interno ecc.. . I due ispettori sono accompagnati dal capo della meccanica ing. M., e dall’RSPP dott. M. ma non viene convocato nessun rappresentate dei lavoratori, nessun delegato sindacale e nemmeno l’RLS.
I controlli proseguono all’interno della meccanica, fino al reparto lavaggio pezzi, dove l’ASL verifica lo stato d’opera delle vasche dell’olio per la protezione dei pezzi, l’impianto di aspirazione ecc.. .
La visita si conclude dopo più di due ore, i due ispettori, dopo aver riempito diversi fogli di appunti, lasciano l’azienda.

Per un giorno hanno vinto i lavoratori; per un giorno, i dirigenti ed i responsabili della salute dei lavoratori si sono seriamente preoccupati di come potrebbero finire le cose

I problemi all’interno del magazzino erano stati segnalati da tempo
all’azienda, tanto è vero che per tutelare gli impiegati che operano all’interno nel magazzino, hanno modificato gli accessi all’ufficio, ma per gli operai le cose non sono per niente migliorate, anzi.

Approfittiamo dell’occasione per salutare il delegato della FIOM che si è nascosto per tutto il tempo dell’ispezione e che poi, pensando di non essere visto, si è andato a “confessare” dall’RSPP, probabilmente per dichiararsi estraneo al controllo dell’ASL.
BRAVO, COMPLIMENTONI e soprattutto BELL’ESEMPIO!

05 aprile 2009

ASSISTENZA FISCALE - 730 - UNICO - ISEE - 2009

Il ritiro della documentazione per la compilazione dei modelli 730 e Unico sarà effettuato dal 10 aprile al 20 maggio 2009 su appuntamento contattando le sedi di zona più vicine.

Il servizio di assistenza e compilazione viene erogato gratuitamente ai lavoratori ed ai pensionati iscritti per l’anno 2009 o in possesso della Carta Servizi CUB 2009.


La Carta Servizi CUB 2009 è disponibile da Gennaio 2009 e viene rilasciata a fronte della sottoscrizione di una quota di 40 euro. La Carta Servizi CUB 2009 garantisce l’assistenza fiscale per il 2009

Gratis il tuo 730 precompilato

orari sede di VARESE VIA De Cristoforis n° 5

LUNEDI' Mattino 9.00 – 12.00 Pomeriggio 15.00-18.30
MARTEDI’ Mattino chiuso Pomeriggio 15.00-18.30
MERCOLEDI’ Mattino 9.00 – 12.00 Pomeriggio 15.00-18.30
GIOVEDI’ Mattino chiuso Pomeriggio 15.00-18.30
VENERDI’ Mattino chiuso Pomeriggio 15.00-18.30

orari sede di GALLARATE (Ronchi) VIA Delle Rose 2

LUNEDI' Mattino 9.00-12.00 Pomeriggio 15.00-18.30
MARTEDI’ Mattino Chiuso Pomeriggio 15.00-18.30
MERCOLEDI’ Mattino 9.00-12.00 Pomeriggio 15.00-18.30
GIOVEDI’ Mattino 9.00-12.00 Pomeriggio 15.00-18.30
VENERDI’ Mattino Chiuso Pomeriggio 15.00-18.30

Documenti da consegnare:


Documentazione inerente i redditi percepiti nel 2008:

  • Mod. 730 o UNICO presentato nel 2008 per i redditi 2007;
  • Mod.CUD/2009 - certificazione redditi da lavoro dipendente e assimilati o da pensione, rilasciato dal datore di lavoro o ente pensionistico relativo all’anno 2008;
  • Ricevute pagamento acconti / imposte versati nel 2008;
  • compensazioni effettuate nel mod.F24;
  • Atti di proprietà, di compravendita, di successione per fabbricati e terreni movimentati nel 2008 e/o visure catastali
  • Altri redditi imponibili IRPEF 2008 (esempio: l'assegno di mantenimento al’ex coniuge, lavoro autonomo occasionale, compensi per attività sportive dilettantistiche, ecc…);
  • Certificazione per dividendi titoli azionari 2008.


Quadro B – ICI dovuta:

  • Bollettini ICI pagati nell’anno 2008.


Documentazione inerente le spese detraibili e deducibili sostenute nel 2008:

  • Ricevute spese mediche generiche e specialistiche Spese per occhiali, protesi e per l'acquisto o l'affitto di apparecchi o attrezzature sanitarie e relative prescrizioni mediche;
  • Spese per ausilio ed assistenza ai portatori di handicap;
  • Spese per veicoli adattati per portatori di handicap;
  • Ricevute versamenti contributi volontari, riscatti previdenziali, ricongiunzioni, restituzione di quote pensionistiche indebite, altri contributi previdenziali obbligatori, assicurazione INAIL casalinghe;
  • Quietanze RC AUTO (CSSN) pagati nel 2008;
  • Contributi versati per gli addetti ai servizi domestici e familiari (quietanze);
  • Contributi versati per la previdenza complementare e/o individuale;
  • Contributi versati per il riscatto del corso di laurea dei familiari fiscalmente a carico (quietanze);
  • Quietanze pagamenti interessi passivi e copie dei contratti di mutuo e compravendita immobiliare;
  • Spese di intermediazione immobiliare (fattura Agenzia e contratto di compravendita);
  • Spese di istruzione (tasse scolastiche, iscrizione e frequenza );
  • Spese funebri;
  • Spese per frequenza palestre,piscine ecc (ricevute iscrizione abbonamento -età 5-18 anni);
  • Spese per la frequenza di asili nido pubblici o privati (ricevute o quietanze di pagamento, fatture, bollettino bancario o postale);
  • Quietanze assicurazioni vita / infortuni;
  • Spese per acquisto abbonamenti ai servizi di trasporto pubblico locale, regionale e interregionale;
  • Spese sostenute dai docenti con incarico annuale per l’autoaggiornamento e la formazione;
  • Ricevute di spese sostenute dai genitori adottivi per l'espletamento di procedure relative all'adozione di minori stranieri;
  • Erogazioni liberali alle ONLUS, ONG, Enti universitari, Ricerca pubblica, Partiti politici...;
  • Documentazione inerente gli assegni erogati per il mantenimento del coniuge (sentenza di divorzio, quietanze liberatorie, codice fiscale ex coniuge);
  • Spese per l’assistenza personale di soggetti non autosufficienti (certificato medico, dichiarazione dell’addetto all’assistenza);
  • Spese veterinarie;
  • Spese per sostituzione frigorifero o congelatore, classe A+ (fattura, modalità di smaltimento del vecchio);
  • Spese per acquisto motori ad elevata efficienza di potenza e variatori di velocità (fattura, scheda raccolta dati, ricevuta invio all’Enea, certificazione del produttore solo per i motori);


Detrazione 36% per ristrutturazioni edilizie 2008:

  • Copie dei bonifici bancari o postali, fatture e copia ricevuta della raccomandata della comunicazione di inizio lavori al Centro Operativo di Pescara;
  • Per lavori condominiali, apposita dichiarazione dell'amministratore di condominio.


Detrazione 55% per risparmio energetico 2008:

  • Certificato di asseverazione redatto dal tecnico abilitato;

· Ricevuta di invio documentazione all’Enea tramite internet/raccomandata;
· Fatture comprovanti le spese con costo manodopera evidenziato;
· Ricevuta bonifico bancario o postale;

  • Per lavori condominiali, apposita dichiarazione dell'amministratore di condominio-copia delibera assembleare - tabella millesimale.


Benefici per proprietari di alloggi e inquilini (Legge 431/98- Contratti convenzionali):

  • I proprietari: Contratto di locazione (Legge 431/98 art.2, c.3 e art.5, c.2) completo degli estremi di registrazione e copia della denuncia ICI;
  • Gli inquilini: Contratto di locazione (Legge 431/98 art.2, c.3 e art.4, c.2 e 3).
    Detrazioni per canoni di locazione (per inquilini, giovani 20-30 anni, studenti universitari fuori sede e lavoratori fuori regione):
  • Contratti di locazione stipulati ai sensi della Legge 431/98.


Fotocopia di un documento di identità per le eventuali autocertificazioni

02 aprile 2009

Comune di Milano: 6 Aprile 2009. Sciopero di 2 ore e Presidio

Lottiamo tutti assieme:

Per una progressione orizzontale per tutti i lavoratori dell’ente;

Contro la progressiva privatizzazione ed esternalizzazione dei servizi (Case di Riposo, Servizi funebri, Scuole civiche, Musei);

Per la stabilizzazione del personale precario e una politica di nuove assunzioni per far fronte alle necessità dei servizi;

Per soluzione delle vertenze aperte in numerosi settori dell’ente (Polizia locale, Scuole dell’infanzia, N.U.I.R., Biblioteche).

Sciopero Generale

ultime due ore dell’orario di lavoro

presidio davanti Palazzo Marino

dalle ore 15.30

31 marzo 2009

Medicina Democratica e AIEA si costituiranno parte civile al processo contro l’Eternit

A base di fibre d’ amianto e cemento l’eternit ha causato migliaia di morti che ancor oggi rimangono senza una vera giustizia.

Operai, loro familiari, cittadini, tutti con l’ unica colpa di aver lavorato nelle fabbriche dove si produceva l’eternit con fibre di amianto o vivere nelle loro vicinanze.

E’ assolutamente contraddittorio e folle che per lavorare e guadagnarsi faticosamente ed onestamente da vivere si trovi, invece, la morte.
Imbarazzanti l’ impassibilità, l’indifferenza, le inadempienze verso le vittime dell’amianto e verso i pericoli che ancor oggi incombono sulla salute delle persone causati da milioni di tonnellate di questa fibra killer che coprono il territorio del nostro Paese.

Processi per l’amianto, in Italia, se ne sono celebrati, molti trascinatisi con lentezza per anni, resi vani dalle prescrizioni. Anche questo processo, voluto con determinazione dal procuratore Raffaele Guariniello, ha rischiato di finire in fumo per l’indulto.

Perché il 2 aprile i dipendenti del Comune di Varese scioperano

Lottiamo per ottenere un adeguamento dei nostri miseri salari.

Salari in media di 1000/1200 euro mensili (come fa una famiglia ad arrivare alla fine del mese ?) … Per ottenere un piccolo aumento in busta paga di 30/50 euro MENSILI medi per lavoratore rinunciamo ad una quota di salario differito (premio produttività). Stiamo chiedendo insomma di stabilizzare una quota del salario variabile nella paga–base in modo tale da avere un beneficio costante nel tempo, che ha effetti anche sulla pensione e sulla liquidazione.

L’Amministrazione Comunale nega questa possibilità (prevista dal contratto nazionale) da circa 5 anni, una possibilità, ripetiamo, a costo zero per le casse comunali poiché si tratta semplicemente di spostare risorse da un premio annuale sempre più incerto ad un riconoscimento salariale mensile stabile.
Ed è questo che l’Amministrazione non vuole..… stabilizzare risorse vuol dire non poterle più tagliare. Cosa che invece ha intenzione di fare anche quest’anno, sulle orme delle disposizioni impartite dal Ministro Brunetta.

Questa rigidità nelle trattative in corso si aggiunge ad una situazione già difficile determinata dal blocco delle spese di personale (ferme per legge all’anno 2004) e al blocco delle progressioni verticali, che rappresentano per i lavoratori la possibilità, attraverso concorsi/selezioni, di avere il giusto inquadramento professionale rispetto alle mansioni svolte. Anche quest’anno, nel piano occupazionale che è all’esame del Consiglio Comunale, l’Amministrazione non ha previsto nulla per risolvere il problema dello svolgimento di mansioni superiori.

E’ in atto un grave tentativo di delegittimazione delle rivendicazioni sindacali.
Il ben noto Ministro non perde occasione per dividere i lavoratori privati dai lavoratori pubblici addossando a questi le responsabilità di lunghi anni di politica clientelare che ha prodotto enormi guasti nel paese e di cui oggi tutti noi siamo chiamati a pagarne le conseguenze.
E sarà facile anche per qualche nostro amministratore usare l’arma della divisione dei lavoratori per rendere impopolare questo sciopero, magari dicendo “cosa vogliono questi fannulloni in un momento in cui si sta vivendo una grave crisi che sta producendo migliaia di licenziamenti, cassa integrazione e disperazione?” (come se nelle nostre famiglie questi problemi non ci fossero !!!).
Anche i cittadini che vengono in Comune tutti i giorni per ricevere i servizi, sono vittime di questo sistema … e per noi non è facile far comprendere le condizioni e le difficoltà in cui svolgiamo il nostro lavoro.

Noi lavoratori comunali, consapevoli di erogare servizi pubblici di primaria importanza per la società (educazione ai bambini dei nidi e delle scuole materne, assistenza ad anziani e minori, rilascio documenti e certificati, redazione di progetti di opere pubbliche, vigilanza e viabilità, ecc.) cerchiamo di dare il massimo dei risultati con impegno e professionalità.
Siamo però i primi a subire una burocrazia insopportabile, voluta da Governi e Amministrazioni, che vincola e rallenta il nostro lavoro; così come siamo i primi, insieme ai cittadini, a subire il taglio dei trasferimenti di risorse dallo Stato ai Comuni che incide sempre più pesantemente sui servizi, sulla loro qualità e determina l’aumento delle tariffe.
Tutto questo, avviene nel silenzio quasi totale degli amministratori, ai quali evidentemente fa più comodo “giocare” sull’impopolarità dei dipendenti pubblici !
Le colpe e gli sprechi della classe politica non devono emergere !
Si usa una politica di rigore, ma solo con i lavoratori !

E qualche esempio potremmo farlo anche per il Comune di Varese … le indennità di carica degli amministratori che ammontano a ben 700.000 euro all’anno, ma nessuno parla di risparmio; le spese per tutti quegli eventi (mondiali di ciclismo, notti bianche, eurochocolat, ecc.) dove i contributi pubblici sono ingenti, ma i ritorni economici sono solo per pochi.

Per questo chiediamo ai cittadini di non farsi imbrogliare dalla campagna diffamatoria “brunettiana” contro i dipendenti pubblici, serve solo a coprire tutti i problemi reali e concreti di questo periodo di crisi economica che colpisce le famiglie e le classi più deboli.
Rivendichiamo giusti salari, dignità, rispetto, ma anche servizi migliori ai cittadini…. anche perché la maggior parte di loro sono lavoratori come noi !

Agli Amministratori chiediamo di scendere dal piedistallo per capire che senza i lavoratori i servizi non si erogano e il loro potere non serve a nulla. Certo non è penalizzando i lavoratori comunali che migliora la qualità della vita nelle nostre città !

GIOVEDI’ 2 APRILE 2009
SCIOPERO di due ore all’inizio di ciascun turno
CON PRESIDIO DALLE ORE 8.15 ALLE ORE 10.15
DAVANTI A PALAZZO ESTENSE

28 marzo 2009

Potenziamento ed estensione degli strumenti di tutela del reddito in caso di sospensione dal lavoro o di disoccupazione

L’aggravarsi delle condizioni economiche e occupazionali internazionali e del paese, sta determinando forti tensioni sul lato occupazionale. Per questo il D.L. n. 185 del 29 novembre 2008, convertito con modificazioni dalla Legge 28 gennaio 2009, n. 2, ha previsto un potenziamento ed un’estensione degli strumenti di tutela del reddito in caso di sospensione dal lavoro o di disoccupazione.
Le novità principali introdotte riguardano:

  • l’aumento della durata massima del trattamento di disoccupazione ordinaria con requisiti normali erogato in caso di sospensione che viene fissato in 90 giornate;
  • l’aumento della durata massima del trattamento di disoccupazione ordinaria con requisiti ridotti erogato in caso di sospensione che viene fissato in 90 giornate;
  • l’estensione, in via sperimentale, di un trattamento pari all’indennità ordinaria di disoccupazione con requisiti normali per i lavoratori assunti con qualifica di apprendista.


Tali punti sono oggetto della disciplina di questa circolare.

Vi sono inoltre altre innovazioni, che verranno successivamente trattate non appena disponibile il D.M. attuativo di cui al comma 3 dell’articolo 19 del precitato testo normativo.

Tra queste:

  • L’aumento degli stanziamenti per gli ammortizzatori in deroga;
  • L’introduzione di una forma di sostegno al reddito per i collaboratori coordinati e continuativi;
  • Il potenziamento del legame tra politiche attive e ammortizzatori sociali, mediante una diversa e più cogente disciplina della disponibilità al lavoro e alla formazione da parte dei percettori dei trattamenti.

Co.co.pro., l'indennità passa al 20% del reddito

Il consiglio dei ministri ha approvato un emendamento contenente una serie di disposizioni per i lavoratori sospesi e licenziati, che il governo presenterà in sede di conversione del dl n. 5/2009 (il salva-auto).
Tra le novità, raddoppia l'indennità ai co.co.pro. che passa al 20% del reddito percepito dal collaboratore l'anno precedente; si accelerano i tempi di concessione ed erogazione degli ammortizzatori sociali (da 120-140 giorni a 20-30 giorni); viene esteso il lavoro accessorio (i voucher) a tutti i lavoratori licenziati o sospesi; ed è introdotto infine l'obbligo per gli uffici di collocamento (centri impiego e agenzie per il lavoro) di divulgare a cadenza almeno settimanale le nuove opportunità di lavoro.

E´ legittimo il licenziamento dovuto a condanna per concussione

Con sentenza n. 5581 del 6 marzo 2009, la Cassazione ha affermato che è legittimo il licenziamento in tronco di un dipendente comunale condannato in sede penale per concussione.
La Suprema Corte ha, inoltre, concluso che "in tema di impiego pubblico la condanna penale comporta di per sé il venir meno della fiducia, che presiede al rapporto di lavoro e tanto è sufficiente per confermare la legittimità del recesso".
Corte di Cassazione Sezione LavoroSentenza del 6 marzo 2009, n. 5581

Licenziamento illegittimo - Riduzione di personale

Reputa, al riguardo, non sufficiente l'indicazione del numero di eccedenze suddivise per regione geografica in relazione alle quattro aree di inquadramento dei dipendenti, ciascuna comprendente diversi profili e professionalità eterogenee, senza alcuna precisazione dei settori nei quali era necessario ridurre il personale; né, ai fini della sufficienza della comunicazione, rilevava il criterio di scelta esclusivamente di ordine soggettivo concordato con i sindacati (possesso dei requisiti per la pensione di anzianità), la cui applicazione presupponeva l'individuazione oggettiva della platea degli interessati alla riorganizzazione aziendale, individuazione necessariamente derivante dal nesso di causalità con le esigenze tecnico produttive che determinavano la riduzione di personale. Per di più la carenza degli elementi di cui all’iniziale comunicazione non consentiva alle organizzazioni sindacali un effettivo controllo sull'iter procedurale riguardante la riduzione del personale.
CORTE DI CASSAZIONE - 19 GENNAIO 2009, N. 1181

Licenziamento illegittimo e superamento del periodo di comporto

Qualora l'atto di intimazione del licenziamento non precisi le assenze in base alle quali sia ritenuto superato il periodo di conservazione del posto di lavoro, il lavoratore ha la facoltà di chiedere al datore di lavoro di specificare tale aspetto fattuale delle ragioni del licenziamento; in caso di non ottemperanza con le modalità di legge a tale richiesta, delle assenze non contestate non può tenersi conto ai fini della verifica del superamento del periodo di comporto, di conseguenza, il licenziamento è illegittimo.
Corte d'Appello Roma, sez. lavoro, sentenza 05.09.2008

23 marzo 2009

AGUSTA PROTEGGE IL CAPO “LICENZIA-PRECARI”

Fa licenziare il terzo operaio Palmar in due mesi
Ti ricordiamo che i lavori più pesanti, più umili e più pericolosi vengono svolti da aziende esterne; Le pulizie, il facchinaggio, la verniciatura , i compositi, i tubi, le lamiere ecc. gli operai di queste aziende lavorano consapevoli di quello che rischiano perché non hanno il posto di lavoro garantito, hanno paura persino di rivendicare i diritti minimi, come quello della salute, per non perdere il lavoro.. Grazie al loro sacrificio Agusta può vantare di avere ridotto al minimo gli infortuni sul lavoro, ma se gli chiedi di intervenire per tutelare gli operai esterni, allarga le braccia e ti risponde “non possiamo intervenire perchè non sono nostri dipendenti”. E tu hai il coraggio di farli licenziare? E si che sei stato anche tu un operaio, sai cosa vuol dire rompersi la schiena per nove ore al giorno per portare a casa 800 euro al mese. Se sei prossimo alla pensione perché devi accanirti in questo modo con i lavoratori? Che cosa devi dimostrare ancora?
Vai in pensione tranquillo e finiscila di comportarti così.


I lavoratori Palmar sono dipendenti Palmar e, pertanto, devono essere i responsabili Palmar a dare loro le disposizioni lavorative. Se il “capo-cantiere” non è in grado di far fronte alle esigenze organizzative, allora Palmar deve aumentare il numero dei responsabili. In caso contrario, i preposti Agusta si sentono autorizzati a comandare direttamente gli operai Palmar.

Circa un anno fa, i delegati Palmar, hanno inviato un comunicato sia a Palmar che ad Agusta chiedendo di modificare i rapporti tra responsabili Agusta e operai Palmar. Qualche mese dopo la situazione ha richiesto un incontro chiarificatore con le due aziende, le quali si rendono disponibili per risolvere il problema ma non intervengono. Dopo l’ennesima segnalazione da parte delle RSU, solo in alcuni reparti il problema viene risolto ma non al “bertello”, dove il responsabile Agusta inoltra numerosi reclami alla direzione Palmar che manda a casa gli operai uno dopo l’altro.

- Il primo operaio è stato licenziato al rientro di un infortunio sul lavoro, infortunio causato dall’olio utilizzato per proteggere i pezzi metallici dall’ossidazione. I guanti che avevano dato all’operaio si sono impregnati di olio causando una forte irritazione della pelle. Al rientro dall’infortunio gli è stato comunicato che non era idoneo alla mansione e per questo motivo non gli veniva rinnovato il contratto
- Il secondo operaio veniva ripetutamente rimproverato perché era troppo lento e, passando dalle parole ai fatti, Agusta invitava la direzione Palmar a non rinnovare il contratto al lavoratore. Palmar esegue alla lettera.
- Il terzo lavoratore saluta i colleghi venerdì 13 marzo: il suo destino era segnato da quando, qualche giorno prima, aveva avuto una discussione con l’ormai famoso CAPO Agusta.


Tutte le giustificazioni basate su picchi di lavoro, su crisi aziendali, su riduzione del personale precario sono campate per aria dato che i tre operai sono stati immediatamente rimpiazzati con altrettanti lavoratori precari. Palmar è colpevole di aver lasciato il cantiere in mano ad un solo “capo-cantiere” che non ce la fa ad assolvere al suo compito e lascia i lavoratori in balia di questi capetti; Agusta, dal canto suo, si circonda di questi nostalgici degli anni 40 che si accaniscono contro gli esterni solo perché devono subire in silenzio.

24 MARZO 2009 - PRESIDIO ALLA SEDE REGIONALE LOMBARDIA

Il Titanic dell'economia affonda ogni giorno, i governi varano manovre di salvataggio per mettere al sicuro le banche e i finanzieri che con le loro manovre speculative sono all'origine della crisi.Questo mentre i ceti popolari, pensionati e lavoratori fanno sempre più fatica a sopravvivere in modo dignitoso ed a resistere alla disoccupazione, ai bassi salari, alla precarietà dilagante, alla insicurezza del lavoro che causa sempre più morti.In Lombardia nel primo bimestre 2009 il ricorso alla cassa integrazione è aumentato del 243% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno (17,584 milioni di ore contro 5,134 milioni di ore) e migliaia di lavoratori a tempo determinato e parasubordinati hanno perso il loro precario lavoro. Di fronte alla vastità di lavoratori coinvolti è criminale lasciare che ognuno affronti da se la crisi; è necessario invece che si adottino anche a livello regionale misure anticrisi a favore di cassintegrati, precari e pensionati.
PRESIDIO ALLA SEDE REGIONALE LOMBARDIA
Via F. Filzi
Martedì 24 MARZO 2009
ore 10,00

22 marzo 2009

diritto al congedo (art. 42, cm 5 DLgs. 151/2001) al figlio convivente con la persona in situazione di disabilità grave.

La Corte Costituzionale, con sentenza n. 19 del 26 gennaio 2009, ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 42, comma 5, del D.L.gs 26 marzo 2001, n. 151 (Testo Unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità) nella parte in cui non include, nel novero dei soggetti legittimati a fruire del congedo ivi previsto, il figlio convivente, in assenza di altri soggetti idonei a prendersi cura della persona in situazione di disabilità grave.

Secondo il dispositivo della sentenza, pertanto, il congedo di cui trattasi può essere riconosciuto al figlio convivente del portatore di handicap grave, qualora non vi siano altri soggetti idonei a prendersene cura.

Ai fini dell’erogazione dell’indennità connessa alla fruizione del congedo di cui trattasi, si forniscono le indicazioni che seguono.

21 marzo 2009


Strumenti di protezione per i lavoratori sospesi o licenziati

Accelerazione nel pagamento degli assegni, raddoppio dell'indennià per i co.co.pro che restano senza lavoro, voucher per pagare piccoli lavori occasionali sempre nel periodo in cui il lavoratore resta senza occupazione fissa. Queste sono alcune tra le misure in materia di ammortizzatori sociali presentate dal ministro Sacconi nella conferenza stampa a margine del Consiglio dei ministri del 13 marzo scorso.
A seguito dell’Accordo Stato- Regioni, il pacchetto di norme deliberato dal Consiglio sarà sottoposto, come insieme di emendamenti, all'approvazione del Parlamento in sede di conversione del decreto-legge n.5 del 2009 in materia di sostegno ai settori industriali in crisi. Cosa prevedono queste nuove norme?

Lsg SkyChefs Malpensa: Nuova protesta dei lavoratori licenziati dalla cooperativa ServiGest

La motivazione del licenziamento è stata spiegata con il passaggio dalla cooperativa “Archimede Logistica e packaging” alla ServiGest: non una novità dato che prima a gestire una parte del servizio c’era la Cis, poi la Archimede e infine la ServiGest, tutte cooperative riconducibili alla stessa proprietà, che ogni due/tre anni cambia nome e ragione sociale e lascia a casa parte dei dipendenti non ottemperando al pagamento di contributi e Tfr. Un problema vecchio e mai risolto a Malpensa, quello del ricorso all’affidamento in appalto a cooperative di servizi che si muovono in maniera più che disinvolta tra le pieghe delle normative che regolano i rapporti di lavoro.

18 marzo 2009

VENERDÌ 20 MARZO PRESIDIO davanti agli uffici della LSG Sky Chefs al TERMINAL 2 di MALPENSA

Le norme peggiorative delle condizioni di vita e di lavoro per gli immigrati non sono altro che le future condizioni di vita e di lavoro che saranno applicate in modo generalizzato a tutta la classe lavoratrice sull’onda della crisi economica attuale.
Per questo la nostra lotta di oggi riguarda tutti i lavoratori.
Le nostre rivendicazioni sia nei confronti della LSG Sky Chefs che nei confronti della cooperativa Servi Gest appaltante del servizio sono:
• che tutti noi licenziati dobbiamo essere reintegrati sul posto di lavoro
• che ci devono essere pagate le mensilità arretrate e il TFR
• che deve essere riconosciuto il nostro diritto a organizzarci. Chiediamo a tutti di sostenere la nostra lotta partecipando
VENERDÌ 20 MARZO 2009
dalle 10 alle 18
PRESIDIO davanti agli uffici della
LSG Sky Chefs
TERMINAL 2 di MALPENSA
LE 23 LAVORATRICI E LAVORATORI LICENZIATI A MALPENSA

17 marzo 2009

RdB cub e Sdl Int. Alto Milanese dichiarano lo stato di agitazione del personale dell'ospedale di Legnano

RdB cub e il Sindacato dei lavoratori Sdl Alto Milanese dichiarano lo stato di agitazione del personale dell'ospedale di Legnano per l’attivazione delle procedure di raffreddamento e conciliazione, riservandosi la proclamazione dello sciopero, affinché l’Amministrazione, attraverso gli uffici preposti, saldi in tempi brevi le quote relative alle Risorse Aggiuntive Regionali 2008, come previsto dalla legge. In particolare i sindacati denunciano che, nelle competenze del mese di giugno 2008, ai dipendenti è stata erogata una quota d’acconto pari a circa il 50% di quanto stabilito “nell’intesa su risorse aggiuntive regionali 2008 per il personale del comparto sanità pubblica” datata 04.12.2007 a seguito di una successiva intesa regionale datata 28.05.2008 e di faticose, quanto estenuanti trattative tra l’Azienda e le parti sindacali (RSU e O.O.S.S. firmatarie di contratto).

16 marzo 2009

Fine settimana insanguinato dagli incidenti sul lavoro. Hanno perso la vita un camionista, due agricoltori e un addetto alla pulizia dei vetri
Il conducente di un autocarro è morto per il ribaltamento del mezzo che stava guidando, sulla statal [...]

Condannati 5 ex dirigenti tecnici e sanitari delle Ferrovie dello Stato per la morte di 17 lavoratori vittime dell’amianto
Il Giudice monocratico del Tribunale di Bologna Arnaldo Rubichi ha giudicato responsabili di omicidi [...]
La quarta Sezione penale della Suprema Corte ha confermato la condanna per incendio colposo pronunci [...]

14 marzo 2009


NOI LA CRISI NON LA PAGHIAMO !! SABATO 28 MARZO I LAVORATORI DELLA SANITA’ CI SARANNO

I LAVORATORI DELLA SANITA’ E…
IL 28 MARZO

Il 28 marzo 2009 è indetta una manifestazione nazionale a Roma contro la politica governativa con una piattaforma rivendicativa che chiede diritti, salario, lavoro, dignità sociale, costruisce un primo momento di opposizione sociale.

La condizione lavorativa e di vita dei lavoratori della sanità è da troppo tempo ai limiti della sopportazione umana e a fronte di continui sacrifici personali, contrappone carichi di lavoro insopportabili, salari che vanno verso una riduzione non solo del potere di acquisto, dignità professionale e autonomia calpestate, servitù per profili come gli oss, schiavitù per gli infermieri, insicurezza per gli amministrativi, erosione del ruolo dei tecnici sanitari.

MA NON BASTA

Il governo si appresta a licenziare i precari aumentando la crisi di personale, ad allungare l’età pensionabile riducendo la pensione, modificare il contratto che non garantisce più salario e trattamento unico, consentendo il totale arbitrio delle aziende sanitarie nella gestione e la retribuzione dei lavoratori, frantumazione della categoria con contratti decentrati regionali e aziendali senza risorse e volti solo a aumentare la già totale flessibilità dei lavoratori

USCIAMO DAL GHETTO DEI PRESIDI SANITARI
E UNIAMOCI AGLI ALTRI LAVORATORI

CONTRO CHI VUOLE DISTRUGGERE I NOSTRI DIRITTTI, IL NOSTRO SALARIO, LA NOSTRA DIGNITA’, LA NOSTRA PENSIONE, LA NOSTRA SALUTE, IL NOSTRO FUTURO.
PER REGALARE SOLDI A BANCHE, INDUSTRIALI, AFFARISTI E FINANZIERI TRASFORMANDO LA NOSTRA VITA IN UN INVESTIMENTO A COSTO ZERO PER LORO.

CONTRO LA POLITICA GOVERNATIVA CHE FA DEI LAVORATORI PUBBLICI IL PROPRIO BANCOMAT, PER GRIDARE UNITI AL GOVERNO E AGLI AFFARISTI DI RIFERIMENTO CHE NOI ………………


NOI LA CRISI NON LA PAGHIAMO !!!

SABATO 28 MARZO
I LAVORATORI DELLA SANITA’
CI SARANNO

Perdita dello stato di disoccupazione

In particolare l’interpellante chiede di sapere se le dimissioni volontarie presentate da un
lavoratore dipendente, che svolga attività di lavoro a tempo pieno ed indeterminato, causino la
perdita dello stato di disoccupazione in quanto assimilate al rifiuto di una “congrua offerta di
lavoro” ai sensi dell’art. 4 del D.Lgs. n. 181/2000, come sostituito dall’art. 5 del D.Lgs. n.
297/2002. Nello specifico, tuttavia, le dimissioni sarebbero rese in quanto l’attività lavorativa in
questione non consentirebbe di percepire un “reddito annuale superiore al reddito minimo
personale escluso da imposizione”.
Tale fattispecie, infatti, in quanto relativa ad un soggetto che già lavora, potrebbe dunque
rientrare nella lett. a) dell’art. 4 ma nel caso specifico non si avrebbe alcuna perdita dello stato di
disoccupazione in considerazione della limitatezza del reddito, a prescindere da una eventuale
atto di dimissioni da parte del soggetto interessato.

Pagamento del TFS o TFR a seguito decesso titolare – Obbligo presentazione della successione

Il trattamento di fine rapporto o di fine servizio è costituito da accantonamenti annuali di quote della retribuzione percepita dal lavoratore dipendente in costanza del rapporto lavorativo.
Al termine del rapporto di lavoro, qualunque sia la causa di cessazione dello stesso, l’ente previdenziale presso il quale il lavoratore risulta iscritto provvede alla erogazione delle relative somme.
Ai sensi dell’articolo 5, comma 1, D.P.R. 29 dicembre 1973, n. 1032 e dell’articolo 2122 del codice civile -in deroga ai principi generali della successione mortis causa- nel caso di morte del dipendente in attività di servizio, il trattamento di fine rapporto o di fine servizio compete ai soggetti espressamente indicati nelle suddette norme, rispetto ai quali tali indennità, pur avendo natura di retribuzione differita, assolvono ad una funzione previdenziale.
Tali soggetti acquistano le indennità iure proprio, in forza di un diritto loro attribuito dalla legge.

Part-time verticale, non serve specificare le fasce orarie

In effetti, come spiegato nell’interpello dal ministero, la legge vigente prevede che un contratto di part-time, anche se di tipo verticale, dovrebbe sempre contenere la puntuale indicazione delle fasce di orario entro le quali si svolge la prestazione di lavoro; tuttavia, un’interpretazione sistematica della legge fa si che l’obbligatorietà dell’indicazione delle fasce orarie di lavoro in ogni singolo giorno decada. Il motivo, secondo il ministero sta nella natura stessa del contratto part-time, così come concepito dal legislatore. Infatti, questo genere di contratto ha lo scopo di conciliare l’interesse del datore di lavoro, che vuole fruire di una prestazione lavorativa di durata limitata, e del lavoratore, che invece vuole offrire una prestazione ridotta, per esigenze familiari o di altro genere.
Per questo, l’indicazione di legge circa la precisa specificazione della collocazione temporale del part-time “deve intendersi finalizzata esclusivamente a garantire una individuazione preventiva, da parte del lavoratore, del tempo libero”; ma se, come nel contratto di part-time verticale, questa prestazione in termini di durata è parificata al tempo pieno, allora non c’è “alcun obbligo di legge di predeterminare la precisa collocazione del tempo di lavoro”. L’interpello è stato pubblicato sul sito web del Ministero del Lavoro il 20 febbraio scorso.

Arrivano i fondi per la riqualificazione professionale ed il reinserimento occupazionale dei collaboratori a progetto.

E' quanto prevede il D.M. 3 dicembre 2008 con il quale il Ministero del lavoro ha individuato i criteri di riparto ed assegnazione a regioni e province autonome delle risorse previste dall'art. 1, comma 1156, lettera d) della Legge 27 dicembre 2006, n. 296.
In particolare il provvedimento dispone la ripartizione di 15 milioni di euro per ciascun anno (2007 e 2008) così suddivisi:
  • 50% proporzionalmente al numero dei collaboratori a progetto iscritti alla gestione separata INPS in ogni regione o provincia autonoma nel corso dell'anno 2007;
  • 25% proporzionalmente alla media annua nel triennio 2005, 2006, 2007, per ogni regione e provincia autonoma del monte ore dei trattamenti di Cassa integrazione guadagni erogati;
  • 25% proporzionalmente alla media annua nel triennio 2005, 2006, 2007, del numero dei lavoratori iscritti alle liste di mobilita' per ogni regione e provincia autonoma.

Allarme malattie professionali

Provocano tra i 250 e i 300 decessi l'anno, ma il bilancio è destinato a salire drammaticamente nei prossimi decenni. Secondo le previsioni di medio/lungo periodo le vittime del lavoro potrebbero essere anche mille in più.
Fanno meno notizia degli infortuni sul lavoro, ma possono produrre effetti altrettanto gravi, e a volte perfino fatali. Sono le malattie professionali, una minaccia nascosta ma non per questo meno concreta per il lavoratore, che a volte presentano il conto anche a distanza di molti anni. Delle patologie contratte sul lavoro abbiamo parlato con Franco D'Amico, coordinatore generale della Consulenza statistico attuariale dell'Istituto nazionale per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro, che da anni analizza il fenomeno delle malattie professionali nel panorama italiano.

Garante Privacy: dati biometrici vietati per la rilevazione dell'orario di lavoro

A testimonianza dell'importanza e del sempre più frequente utilizzo delle tecnologie biometriche nella vita delle aziende, il Garante è stato ancora una volta chiamato a pronunciarsi sulla liceità del trattamento effettuato da una società che ha installato un sistema di rilevazione di dati biometrici dei dipendenti basato sull'impiego delle loro impronte digitali, "finalizzato esclusivamente alla rilevazione delle presenze del personale sul luogo di lavoro al fine di commisurare la retribuzione ordinaria e straordinaria da corrispondere".
Facendo riferimento alle proprie "Linee guida in materia di trattamento di dati personali di lavoratori per finalità di gestione del rapporto di lavoro alle dipendenze di datori di lavoro privati", il Garante ha vietato alla società di proseguire il trattamento, rilevando che - nel caso di specie non risultano "comprovate esigenze idonee a giustificare il ricorso, nel caso di specie, all'utilizzo di dati biometrici nel contesto lavorativo aziendale in relazione all'accesso ad "aree sensibili", avuto riguardo alla natura delle attività ivi svolte (cfr. punto 4 delle citate "Linee guida").

HALSTROM: La lotta comincia a far vedere i primi risultati

Questa mattina, presso la sede Ahlstrom di Gallarate si e’ tenuto l’incontro tra azienda e l’a.l.cobas provinciale con le rsu di Gallarate e Cressa.

L’incontro si e’ tenuto su richiesta dall’azienda, dopo la decisione dei giorni scorsi di ritirare la procedura di mobilita’ per 61 lavoratori avanzata il 7 gennaio scorso.

L’AZIENDA HA COMUNICATO CHE INTENDE ARRIVARE AD UN ACCORDO CON TUTTE LE ORGANIZZAZIONI SINDACALI, CI HA INFORMATO CHE INTENDE:

MODIFICARE IL PIANO INDUSTRIALE PRESENTATO ALL’ATTO DELLA RICHIESTA DI MOBILITA’. AHLSTROM, PER L’ECCESSIVO COSTO ECONOMICO, NON INTENDE PIU’ SPOSTARE I MACCHINARI DI GALLARATE A MOZZATE, RICONFERMANDO PERO’ LA CHIUSURA DEL SITO PRODUTTIVO DI GALLARATE.
RICHIEDERE AL MINISTERO L’UTILIZZO DI CASSA INTEGRAZIONE STRAORDINARIA PER 12 MESI.
NEI 12 MESI DI CASSA, APRIRE LA PROCEDURA DI MOBILITA’ PER 59 LAVORATORI, CON LA DISPONIBILITA’ ALLA COLLOCAZIONE DEI VOLONTARI. SE ALLA FINE DEI 12 MESI DI CASSA, NON SI RAGGIUNGE IL NUMERO DI 59 LAVORATORI VOLONTARI, PROCEDERE AL LICENZIAMNETO DEI RIMANENTI CON I CRITERI DI LEGGE.
LA MOBILITA’ DEI LAVORATORI DI GALLARATE NEGLI STABILIMENTI DEL GRUPPO.
L’UTILIZZO PER LA PROSSIMA SETTIMANA DELLA CIG ORDINARIA, IN ATTESA DELL’AUTORIZZAZIONE ALLA CIG STRAORDINARIA.

La delegazione sindacale, ha preso atto positivamente della decisione aziendale di annullare la procedura di mobilita’ e contemporaneamente di aprire una trattativa sulla situazione aziendale, sollevando pero’ alcune contrarieta’.

· Rimane inaccettabile ed anche industrialmente miope, la decisione di Ahlstrom di chiudere lo stabilimento di Gallarate.
· Come e’ impraticabile, da parte nostra un accordo che comunque porti dopo 12 mesi di cassa straordinaria, al licenziamento di lavoratori posti in mobilita’ oltre al volontariato.
· Non condividiamo inoltre, la decisione aziendale di continuare, su richiesta dell’unione industriale di Torino, con due tavoli di trattativa, uno con noi ed un altro con i sindacati confederali.

Nel comunicare all’azienda la nostra immediata disponibilita’, dopo aver consultato i lavoratori, alla ricerca di un accordo, mantenendo pero’ i presidi negli stabilimenti di Gallarate e Cressa.


ALCOBAS-CUB E RSU