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15 ottobre 2009

Nuovo suicidio a France Telecom

PARIGI Venticinquesimo suicidio di un dipendente della France Telecom in Francia in quasi due anni. Questa mattina un ingegnere di 48 anni, a casa per ragioni di salute, si è impiccato nella sua abitazione a Lannion (Cotes d’Armor). Lo ha riferito una fonte della compagnia telefonica transalpina.
L’uomo, impiegato presso il centro R et D di Lannion, sposato e padre di famiglia «da un mese era in malattia su consiglio del medico del lavoro», ha riferito una fonte di France Telecom, precisando che l’amministratore delegato della società, «profondamento colpito», si è recato «immediatamente» sul posto. Si tratta del 25mo suicidio nel gruppo dal febbraio 2008 e del secondo a Lannion.

13 settembre 2009

INAIL: infortuni, mobbing, prevenzione

-P. Del Guerra: "Il medico di fronte al mobbing" (articolo) http://www.diritto.it/all.php?file=27958.pdf
-Sospesi i manager che mobbizzano - Corte di Cassazione- Sezione Sesta, n. 28553 del 18 marzo-13 luglio 2009 (sentenza) http://www.uilca.it/sub0/genfile.php?id=2749&ids=8
-G. Bussotti: "Il Mobbing" (dossier) http://www.aur-umbria.it/public/images/mobbing.pdf
-Ministero del Lavoro - Decreto 26 maggio 2009 - Istituzione del Comitato per l'indirizzo e la valutazione delle politiche attive e per il coordinamento nazionale delle attività di vigilanza in materia di salute e sicurezza sul lavoro (normativa) http://www.gazzettaufficiale.it/guridb/dispatcher?service=1&datagu=2009-08-08&task=dettaglio&numgu=183&redaz=09A09205&tmstp=1252657384293
-Decreto Legislativo 3 agosto 2009, n. 106 - Disposizioni integrative e correttive del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro (normativa) http://www.gazzettaufficiale.it/guridb/dispatcher?service=1&datagu=2009-08-05&task=dettaglio&numgu=180&redaz=009G0119&tmstp=1252657434129
-Salute e sicurezza sul lavoro: decreto correttivo - Presentazione (articolo) http://www.governo.it/GovernoInforma/Dossier/salute_lav_decreto/index.html
-Sicurezza nei luoghi di lavoro - Attenuante prevista dall'art. 303 D.Lgs. n. 81 del 2008 - Adempimento a seguito di invito alla regolarizzazione - Corte di Cassazione - Sezione Terza Penale n. 29545 del 7 maggio 2009 depositata il 17 luglio 2009 (sentenza) http://www.cortedicassazione.it/Documenti/29545_07_09.pdf
Cantieri -La sicurezza nei cantieri con "Sicuro non cado" (dossier) http://www.puntosicuro.it/italian/index.php?sViewMag=articolo&iIdArticolo=9200
Macchine -Verificare la sicurezza delle macchine: il ruolo del datore di lavoro (articolo) http://www.puntosicuro.it/italian/index.php?sViewMag=articolo&iIdArticolo=9217
Responsabilità -Prevenzione infortuni - sicurezza dei luoghi di lavoro - abrogazione D.P.R. n. 547 del 1955 - continuità normativa con il D.Lgs. n. 81 del 2008 - sussistenza - Corte di Cassazione Sezione Terza Penale n. 23976 deposito dell'11 giugno 2009 (sentenza) http://www.cortedicassazione.it/Documenti/23976_06_2009.pdf
-Sicurezza nei luoghi di lavoro - datore di lavoro nelle AUSL - individuazione - Corte di Cassazione Sezione Terza Penale n. 29543 depositata il 17 luglio 2009 (sentenza) http://www.cortedicassazione.it/Documenti/29543_07_09.pdf
RLS -Comunicazione nominativo Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza. Modifiche all'art. 18, comma 1, lettera aa) del Decreto legislativo n. 81/2008 (circolare INAIL) http://normativo.inail.it/bdninternet/2009/ci200943.htm
Tossicodipendenza -Giunta della Regione Emilia Romagna: Accertamento assenza tossicodipendenza e assunzione sostanze in determinate categorie di lavoratori (Intesa Stato-Regioni 30/10/07 e Accordo Stato-Regioni 18/09/08: modificazioni ed integrazioni alla DGR 170/2009 (normativa) http://www.saluter.it/wcm/dipendenze/sezioni/normativa/normativa_regionale/2005/normativa956/delibera1109_09.pdf
-Convenzione tra l'INAIL e l'INPS per l'erogazione della indennità per inabilità temporanea assoluta da infortunio sul lavoro, da malattia professionale e da malattia comune nei casi di dubbia competenza (circolare INAIL-INPS) http://normativo.inail.it/bdninternet/2009/ci200938.htm

23 luglio 2009

UVET – AGUSTA: ALLONTANATA LAVORATRICE INDESIDERATA

L’ufficio viaggi dichiara che Agusta non la vuole

In molti in Agusta conoscono l’ufficio viaggi Uvet American Express per l’organizzazione dei viaggi d’affari, ma non sanno che questa azienda abusa dei trasferimenti per tagliare organici e intimorire lavoratori e lavoratrici. La sede di Genova ad esempio, viene usata come il reparto “stella rossa”: quello punitivo nella Fiat anni ’50. La CUB vuole denunciare, protestare e cercare atti di solidarietà contro tali atteggiamenti che hanno portato lavoratori e lavoratrici a perdere il posto di lavoro ed altri ad aprire una vertenza per vedersi riconosciuti i loro diritti.

Ecco alcuni esempi:
- dicembre 2008: lavoratore con più di 50 anni di fronte alla proposta di trasferimento da Milano a Genova ha rinunciato al posto di lavoro;
- primi giorni 2009: 4 lavoratori/trici da Roma a Milano, prima trasferiti poi licenziati, poteva esserci la possibile collocazione in altro reparto. Tutti per problemi di cura parentale usavano la legge 104;
- marzo 2009: un apprendista viene lasciato a casa allo scadere del contratto di 4 anni, in vertenza; trasferimento da Bergamo a Milano di una lavoratrice in tele-lavoro per gravi motivi di salute. Ora con disagi inutili svolge lo stesso lavoro di quando era a casa ed è stata costretta a fare vertenza legale;
- fine aprile 2009: lavoratrice a tempo determinato viene lasciata a casa ..; trasferimento da Agrate a Cinisello B. di un lavoratore. Trasferimento a Genova di 2 lavoratrici, una da Roma e una da Milano, aperta vertenza legale.



Il caso di Natalia D. ex delegata: è stata trasferita per “punizione” nella famosa sede di Genova. La CUB ha immediatamente avviato la procedura per attività antisindacale prevista dall’art 28 dello statuto dei lavoratori “i rappresentanti sindacali, per 12 mesi successivi alla cessazione della carica sindacale, non possono essere colpiti da trasferimenti discriminanti senza nulla osta del sindacato”. Il giudice ha dato ragione alla CUB ed ha annullato il trasferimento a Genova nel giro di pochi giorni. La direzione, non contenta, invece di rimetterla al suo posto di lavoro, l’ha spedita con un programma di sostituzione ferie in giro per la Lombardia tra cui, in questo periodo, nell’ufficio viaggi all’interno di Agusta nella sede di C. Costa.

Il suo viaggio itinerante, che la sta facendo girare per tutte le sedi della UVET, in Agusta si è interrotto bruscamente perché Agusta ha immediatamente chiesto all’agenzia di non continuare il rapporto con la lavoratrice. La capetta Agusta, che gestisce il distaccamento UVET di C.Costa, invece di solidarizzare con Natalia, ha favorito le condizioni per allontanarla.


Cosi arrivano le lettere di contestazione per infrazioni inesistenti e arriva l’ordine “perentorio” da parte di Agusta di non fare rientrare più la lavoratrice nella sede di C. Costa. Ora Natalia verrà nuovamente trasferita in un'altra sede dove, con ogni probabilità, continuerà il pressing.

28 giugno 2009

Mobbing: Corte di Cassazione – Sentenza n. 23293

1.0. II 30 novembre 2005 la Corte di Appello di Genova confermava la sentenza in data 15 dicembre 2003 del Tribunale di Imperia, con la quale (…), riconosciutegli le attenuanti generiche, era stato condannato alla pena (condizionalmente sospesa nella sua esecuzione) di giorni venti di reclusione, nonché al risarcimento del danno in favore della costituita parte civile, per imputazioni, unificate per concorso formale, di cui 594, 612, 81, cpv., 590 cod. pen.
Si contestava all’imputato, funzionario dirigente della Pretura di Imperia di avere minacciato (…) operatrice amministrativa presso lo stesso ufficio, e di averne offeso l’onore ed il decoro profferendo al suo indirizzo le espressioni “lei è una falsa, non finisce qui, gliela farò pagare, è una irresponsabile non si vergogna, gliela farò pagare” e di aver cagionato, per colpa alla stessa (…), per i fatti sopra indicati e “con atteggiamento quotidiano violento, aggressivo, alimentato da intemperanze, gesti di violenza e di prevaricazione”, uno stato ansioso depressivo, con tachicardia in stress emotivo, malattia che imponeva ai medici di prescrivere prima, il 31.3.1997, 7 giorni di riposo e cura e poi, il 6.4.1999, altri 15 giorni di riposo e cure”.

03 maggio 2009

SANZIONI DISCIPLINARI NULLE SE APPLICATE CON INTENTO DI MOBBING

Cassazione Sezione Lavoro n. 6907 del 20 marzo 2009, Pres. Sciarelli, Rel. Monaci.
Diana A. dipendente della s.r.l. I.V.M. dal 1987, con mansioni impiegatizie (addetta alla reception, al centralino, alla gestione dei cartellini di presenza, alla tenuta delle agende) nel gennaio del 1999 è stata consigliata dal capo ufficio di dimettersi in quanto l'azienda non era più soddisfatta delle sue prestazioni. Ella non ha seguito il consiglio. I suoi carichi di lavoro sono stati notevolmente aumentati e i suoi superiori hanno preso a rivolgerle rimproveri alla presenza dei colleghi.Inoltre, nel periodo dall'aprile all'agosto 1999, le sono stati inflitti sette provvedimenti disciplinari (una multa pari a tre ore della retribuzione e 6 sospensioni per un giorno) con addebiti in genere di scarsa diligenza.

19 aprile 2009

IL MOBBING E LE REGISTRAZIONI FONOGRAFICHE

Con la sentenza n. 10430 del 08 maggio 2007 la Corte di Cassazione ha statuito che il mobbing può essere provato anche mediante registrazioni audio. Il caso su cui si è pronunciata la Corte riguarda, nello specifico, la vicenda di una dipendente (D. N.) che, essendo stata vittima di ingiurie e molestie sul luogo di lavoro, era stata costretta a dimettersi chiedendo il risarcimento del danno subito.
In giudizio, la ricorrente aveva prodotto come prova una cassetta registrata. La persona (P. L.) accusata di aver assunto tali atteggiamenti vessatori, non è stata sottoposta ad interrogatorio formale in quanto non rivestiva la carica di legale rappresentante della società; inoltre, avendo la società resistente contestato l´esistenza delle asserite conversazioni e della loro conformità ai fatti, il giudice di primo grado ha ritenuto inammissibile, ai sensi dell´art. 2712 c.c., la consulenza tecnica d´ufficio richiesta e volta alla trascrizione del nastro magnetico prodotto.L´art. 2712 c.c., infatti, prevede: “Le riproduzioni (cod. proc. Civ. 261) fotografiche o cinematografiche e, in genere, ogni altra rappresentazione meccanica di fatti e di cose formano piena prova dei fatti e delle cose rappresentate, se colui contro il quale vengono prodotte non ne disconosce la conformità ai fatti o alle cose medesime”.

20 dicembre 2008

Un milione di dipendenti italiani vittima di mobbing

Ma il "sommerso" che subisce in silenzio è ancora più numeroso. Nel paese già operativi diciotto centri di soccorso. Anche l'INAIL tra i soggetti in prima linea contro la malattia
AREZZO - Senza contare il "sommerso" che subisce in silenzio, secondo una statistica effettuata nel 2001, in Italia il 4% della forza lavoro è vittima di mobbing. Un dato importante che rivela come quasi un milione di dipendenti siano oggetto di forme di violenza psicologica dai propri datori di lavoro affinchè si trovino in una posizione di disagio o, addirittura, rassegnino le dimissioni. "Ma le vittime nel 2008 sono molte di più", ha spiegato la dottoressa Emanuela Fattorini, ricercatore del laboratorio di psicologia e sociologia del lavoro dell'Ispesl, nel corso del suo intervento al recente convegno "Cantiere contro il mobbing: lavori in corso" presso la sede della Provincia di Arezzo, "e il fenomeno è in forte aumento".
Con l'incremento del mobbing aumentano, così, anche i centri che intendono "combatterlo". Sono diciotto, infatti, le strutture di ascolto che sono state create ad oggi in tutta Italia. E sono migliaia le persone che annualmente si rivolgono ai loro operatori, il 30% dei quali interessato dal fenomeno. "L'altro 70% sono casi di job insecurity", rivela Fattorini, "ovvero insicurezza lavorativa dovuta al precariato e alla mancanza di prospettive professionali".

16 novembre 2008

Danno da stress organizzativo

Due recenti sentenze della Cassazione civile - n. 22858/08 e la n. 22059/08 -, nell’affrontare il mobbing e il trasferimento del dipendente per incompatibilità ambientale, pongono indirettamente l’accento sul clima organizzativo e le conseguenze da stress maligno che ne può derivare. Nella Sent. n. 22858/08 si afferma la responsabilità del datore di lavoro quando il mobbing, sebbene proveniente da un dipendente posto in posizione di supremazia gerarchica, la circostanza non induca il datore di lavoro a concrete misure, ma questi si limiti a tardivi generici interventi “pacificatori” senza una successiva concreta vigilanza. La Sent. n. 22059/08 affronta il problema del trasferimento del dipendente a seguito della necessità di rasserenare i rapporti tra colleghi, compromessi dalla di lui condotta.

26 ottobre 2008

Mobbing: in tema di condanna del datore di lavoro per inerzia decisionale

Corte di cassazione
Sezione lavoro
Sentenza 9 settembre 2008, n. 22858
Se è vero, infatti, che il mobbing non può realizzarsi attraverso una condotta istantanea, è anche vero che un periodo di sei mesi è più che sufficiente per integrare l'idoneità lesiva della condotta nel tempo.
Né ad escludere la responsabilità del datore, quando (come nella specie) il mobbing provenga da un dipendente posto in posizione di supremazia gerarchica rispetto alla vittima, può bastare un mero - tardivo - intervento "pacificatore" (come quello che la sentenza impugnata attribuisce al L.), non seguito da concrete misure e da vigilanza ed anzi potenzialmente disarmato di fronte ad un'aperta violazione delle rassicurazioni date dal presunto "mobbizzante" (cfr. deposizione L., sentenza pag. 13: "rimasi molto contrariato da questo suo cambiamento, anche perché 11 giorni prima mi aveva espresso valutazioni completamente diverse").

19 ottobre 2008

Mobbing, elementi essenziali, protrazione della condotta nel tempo


Cassazione civile , sez. lavoro, sentenza 11.09.2008 n° 22858

Mobbing – elementi essenziali – reiterazione – necessità – 6 mesi – sufficienza [art. 2087 c.c.]
Il mobbing è costituito da una condotta protratta nel tempo diretta a ledere il lavoratore. Caratterizzano questo comportamento:
la sua protrazione nel tempo attraverso una pluralità di atti;
la volontà che lo sorregge (diretta alla persecuzione od all’emarginazione del dipendente);
la conseguente lesione, attuata sul piano professionale o sessuale o morale o psicologico o fisico.

22 settembre 2008

CASSAZIONE: IL DATORE IMPEDISCA SEMPRE IL MOBBING


Un datore di lavoro è sempre responsabile del comportamento dei dipendenti, soprattutto se questi danno vita a casi di mobbing, ovvero vessazioni di lavoratori in posizione gerarchica superiore rispetto alle vittime. E se si escludono gli episodi isolati, questo non vuol dire che pochi mesi non siano sufficienti a configurare una continuità negli atti di mobbing. Lo si evince dalla sentenza n.22858 della Cassazione che ha accolto il ricorso di una donna che per 6 mesi era stata vessata dal suo capo con frasi scurrili, isolata dal gruppo, senza scrivania ed un posto dove lavorare in pace.

Il mobbing può sfociare nei maltrattamenti

Il mobbing sul luogo di lavoro può sfociare nei casi più gravi nel reato di maltrattamenti. Lo ha stabilito la Terza Sezione Penale della Corte di Cassazione confermando una sentenza della Corte di Appello di Caltanissetta che aveva condannato un datore di lavoro per il reato di violenza sessuale e maltrattamenti per aver compiuto atti vessatori e molestie sessuali a danno di una dipendente.

21 luglio 2008

Il giudice alla Coop: basta mobbing

Mobbing, il magistrato dà ragione ad una impiegata Unicoop e ordina all’azienda di cambiare atteggiamento nei suoi confronti. Il giudice lo ha recepito, riconoscendo alla lavoratrice, come sta scritto nell’ordinanza, «il diritto a svolgere il proprio lavoro con serenità, senza danno biologico o esistenziale come quello subito». Nel documento si ordina ad Unicoop di pagare le spese del procedimento e, soprattutto, «di cessare ogni attività che costituisca mobbing quali, ad esempio, cambiamenti di mansioni ingiustificati e peggiorativi delle condizioni lavorative della ricorrente o comportamenti tendenti all’isolamento e alla discriminazione della medesima».

01 luglio 2008

Mobbing nel pubbligo impiego: il dipendente deve provare il disegno persecutorio del datore di lavoro

In particolare, il Consiglio di Stato ha precisato come la condotta di mobbing del datore di lavoro è rappresentata da atteggiamenti concreti o provvedimenti caratterizzati da finalità persecutorie e discriminanti, con connotazione “ emulativa e pretestuosa”, senza che ricorra necessariamente la violazione, da parte dello stesso datore di lavoro, di specifici obblighi contrattuali assunti nei confronti del dipendente.