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17 luglio 2009

Tolto il presidio Ahlstrom di Gallarate, continua la lotta

Nei giorni scorsi si è conclusa, dopo cinque mesi, la vertenza con l’azienda Finlandese Ahlstrom Milano.

Quattro gli stabilimenti interessati, Cressa (No), Gallarate (Va), Carbonate e Mozzate (Co), 59 esuberi dichiarati su 190, 55 lavoratori sono andati in mobilità volontaria con incentivo di 26000.00 euro.

I lavoratori di Gallarate ritornano a lavorare negli stabilimenti di Cressa e Mozzate. Solo cinque sono andati in mobilità volontariamente.
Dalle previsioni iniziali con chiusura dello stabilimento di Gallarate si prospettava la perdita del posto di lavoro per tutte le maestranze di Gallarate, circa 20. La lotta portata avanti in questi mesi, ha dato i risultati della conservazione del posto di lavoro, se pur in altri stabilimenti.

Giovedì 16 luglio i lavoratori Ahlstrom di Gallarate tolgono i gazebo installati da cinque mesi davanti ai cancelli.

Esprimono un ringraziamento a tutti coloro che hanno solidarizzato in questi mesi con la loro lotta. Ringraziano gli organi di stampa che li hanno sostenuto parlando del lungo presidio e li invitano a presidiare il momento della smobilitazione per dimostrare loro la soddisfazione dopo una dura lotta che rimarrà nel territorio.

09 luglio 2009

AHLSTROM GALLARATE: ha vinto la resistenza dei lavoratori

Dopo il mancato accordo al ministero del lavoro a Roma, venerdì 3 luglio, nella sede dell’ associazione industriali di Borgomanero (No) si trova una soluzione.
Mobilità volontaria con incentivo di 26.000 euro per un totale di 55 lavoratori anziché 59 come voleva l’azienda qualche mese fa.

50 volontari tra Cressa, Mozzate e Carbonate – 5 i lavoratori di Gallarate volontari (pensionabili o già con un posto di lavoro)- Salvi tutti gli altri- verranno ricollocati negli stabilimenti di Cressa (no) o Mozzate e Carbonate (Co).
Non ci saranno più esuberi, salvati cosi altri 4 lavoratori che rischiavano di perdere il proprio posto.
Soddisfazione tra i lavoratori di Gallarate che da mesi bloccavano la fabbrica. Se pur in una situazione di difesa delle proprie condizioni, primeggia la soddisfazione per aver sconfitto con la lotta la prospettiva di perdere tutti il posto di lavoro a Gallarate con la chiusura totale della fabbrica.
Chi vuole scaricare la crisi tutta sulle spalle dei lavoratori, deve sapere che se i lavoratori reagiscono possono cambiare le cose.

Subire senza opporsi, rassegnarsi senza difendere le proprie condizioni di lavoro e di vita può solo finire peggio.
Rivendicare con dignità e forza le proprie ragioni può solo migliorare le condizioni.
A.L.COBAS-CUB che ha seguito dall’inizio tutta la vicenda dei lavoratori Halstrom Milano esprime ancora con più forza la convinzione che se i lavoratori sono uniti informati correttamente e organizzati nel rivendicare i propri diritti,possono cambiare le prospettive.
Sempre sostenuti e affiancati dall’O.S A.L.COBAS-CUB, i lavoratori che hanno presidiato via XXIV Maggio dove ha sede lo stabilimento Halstrom di Gallarate sono stati per il territorio, in questo lungo ultimo periodo un riferimento per tanti lavoratori che hanno o stanno vivendo le stesse condizioni. Molte iniziative anche importante sono partite da luogo del presidio.
Questa esperienza non si esaurisce smobilitando il presidio, ma al contrario sarà una fonte di incoraggiamento per continuare la lotta e sostenere altri lavoratori, affinché cambino le condizioni di sfruttamento-NON PAGHIAMO LA LORO CRISI - più salario più diritti –IL POSTO DI LAVORO NON SI TOCCA.

11 giugno 2009

Ahlstrom Gallarate: AlCobase Cub chiedono unità sindacale

I lavoratori sono in attesa e da circa quattro mesi i lavoratori di Gallarate presidiano lo stabilimento. I rappresentanti dei lavoratori dell’AlCobas si presenteranno a Roma con i punti approvati dai lavoratori nelle assemblee svolte in fabbrica: ritiro della mobilità aperta unilateralmente dall’azienda, cassa integrazione straordinaria per un anno, a rotazione nelle mansioni fungibili (apertura di un tavolo tecnico per favorire e gestire la rotazione); integrativo in aggiunta alla cassa integrazione per chi fa meno di due settimane di lavoro; apertura della mobilità volontaria con incentivo: «Ci auguriamo che le organizzazioni sindacali unitariamente sosterranno queste rivendicazioni – spiegano i rappresentanti di AlCobas e Cub -, mettendo da parte differenze di vedute sindacali, per meglio poter difendere e sostenere le ragioni di tutti i lavoratori».

18 maggio 2009

Gallarate: Operai Ahlstrom per le vie del centro

I lavoratori dello stabilimento di Gallarate della multinazionale finlandese Ahlstrom hanno manifestato questa mattina insieme ai Cobas e i sindacati di base per dare voce e visibilità alla condizione che stanno attraversando. Nei confronti di 59 operai dell’azienda è stata infatti aperta la procedura di mobilità che scadrà il 22 giugno. Gli operai si sono riuniti presso la sede dell’azienda e hanno raggiunto il centro di Gallarate, fermandosi alla sede dell’Agenzia delle Entrate e bloccando il traffico nei pressi della nuova rotonda di piazza Risorgimento.

07 aprile 2009

Ahlstrom gallarate: licenziamenti e mobilità confermati

Mentre i lavoratori dell’Ahlstrom di Gallarate continuano il presidio davanti ai cancelli della fabbrica di viale XXIV maggio, ieri la direzione, dopo aver annullato la precedente, ha aperto la procedura per il licenziamento con la mobilità di cinquantanove lavoratori.
Il sindacato di base che guida la protesta dei lavoratori gallaratesi è però fiducioso nella possibilità di un accordo. Prosegue il blocco delle merci.
«In questo incontro - scrivono l'AL Cobas - sono stati raggiunti significativi obiettivi, ottenuti dalla determinazione dei lavoratori che in queste settimane hanno lottato. Restano però aperte alcune richieste da noi avanzate: la cassa integrazione deve essere fatta a rotazione con la garanzia della maturazione dei ratei; si deve aprire la mobilità tra i vari stabilimenti (Gallarate, Mozzate, Cressa e Carbonate); la mobilità deve coinvolgere solo i lavoratori volontari, senza nessun licenziamento anche fra 12 mesi; si deve aumentare sensibilmente l’incentivo all’esodo».

14 marzo 2009

HALSTROM: La lotta comincia a far vedere i primi risultati

Questa mattina, presso la sede Ahlstrom di Gallarate si e’ tenuto l’incontro tra azienda e l’a.l.cobas provinciale con le rsu di Gallarate e Cressa.

L’incontro si e’ tenuto su richiesta dall’azienda, dopo la decisione dei giorni scorsi di ritirare la procedura di mobilita’ per 61 lavoratori avanzata il 7 gennaio scorso.

L’AZIENDA HA COMUNICATO CHE INTENDE ARRIVARE AD UN ACCORDO CON TUTTE LE ORGANIZZAZIONI SINDACALI, CI HA INFORMATO CHE INTENDE:

MODIFICARE IL PIANO INDUSTRIALE PRESENTATO ALL’ATTO DELLA RICHIESTA DI MOBILITA’. AHLSTROM, PER L’ECCESSIVO COSTO ECONOMICO, NON INTENDE PIU’ SPOSTARE I MACCHINARI DI GALLARATE A MOZZATE, RICONFERMANDO PERO’ LA CHIUSURA DEL SITO PRODUTTIVO DI GALLARATE.
RICHIEDERE AL MINISTERO L’UTILIZZO DI CASSA INTEGRAZIONE STRAORDINARIA PER 12 MESI.
NEI 12 MESI DI CASSA, APRIRE LA PROCEDURA DI MOBILITA’ PER 59 LAVORATORI, CON LA DISPONIBILITA’ ALLA COLLOCAZIONE DEI VOLONTARI. SE ALLA FINE DEI 12 MESI DI CASSA, NON SI RAGGIUNGE IL NUMERO DI 59 LAVORATORI VOLONTARI, PROCEDERE AL LICENZIAMNETO DEI RIMANENTI CON I CRITERI DI LEGGE.
LA MOBILITA’ DEI LAVORATORI DI GALLARATE NEGLI STABILIMENTI DEL GRUPPO.
L’UTILIZZO PER LA PROSSIMA SETTIMANA DELLA CIG ORDINARIA, IN ATTESA DELL’AUTORIZZAZIONE ALLA CIG STRAORDINARIA.

La delegazione sindacale, ha preso atto positivamente della decisione aziendale di annullare la procedura di mobilita’ e contemporaneamente di aprire una trattativa sulla situazione aziendale, sollevando pero’ alcune contrarieta’.

· Rimane inaccettabile ed anche industrialmente miope, la decisione di Ahlstrom di chiudere lo stabilimento di Gallarate.
· Come e’ impraticabile, da parte nostra un accordo che comunque porti dopo 12 mesi di cassa straordinaria, al licenziamento di lavoratori posti in mobilita’ oltre al volontariato.
· Non condividiamo inoltre, la decisione aziendale di continuare, su richiesta dell’unione industriale di Torino, con due tavoli di trattativa, uno con noi ed un altro con i sindacati confederali.

Nel comunicare all’azienda la nostra immediata disponibilita’, dopo aver consultato i lavoratori, alla ricerca di un accordo, mantenendo pero’ i presidi negli stabilimenti di Gallarate e Cressa.


ALCOBAS-CUB E RSU

03 marzo 2009

Ahlstrom, delegati e Rsu tornano a mani vuote da Torino

Gli Industriali e la multinazionale finlandese avrebbero voluto aprire due tavoli separati, uno con Cgil e Cisl, l’altro con i Cobas: ne è nata un’accesa discussione finita con la partenza dei delegati gallaratesi che hanno fatto ritorno a casa senza essere ricevuti. «Faremo un’assemblea con i lavoratori – spiega Antonio Ferrari di AlCobas -. A questo punto penseremo ad iniziative più incisive e azioni più forti per conservare i posti di lavoro».
La Ahlstrom, multinazionale finlandese che produce tessuto non tessuto destinato al mercato farmaceutico e sanitario, ha deciso di chiudere lo stabilimento gallaratese, lasciando a casa i venti dipendenti dello stabilimento di via XXIV Maggio oltre ad altri 41 tra le fabbriche di Cressa (Novara), Carbonate e Mozzate. I lavoratori di Gallarate sono in presidio permanente davanti ai cancelli ormai da più di una settimana. Silenzio dei sindacati sulla comunicazione dell’azienda: indiscrezioni parlano di un peggioramento della situazione che potrebbe portare a nuovi esuberi.

27 febbraio 2009

I lavoratori della Ahlstrom convocati con urgenza dalla proprietà

Alla Ahlstrom qualcosa si muove. I venti lavoratori dello stabilimento di Gallarate che protestano contro la decisione della proprietà finlandese di chiudere i battenti della ditta, si sono visti recapitare un fax con la convocazione urgente per martedì 3 marzo alle 14 nella sede dell’Unione Industriali di Torino per discutere della procedura di mobilità. Un segnale di attenzione che i lavoratori, iscritti al sindacato autonomo AlCobas, aspettavano da tempo. Il presidio davanti ai cancelli della ditta prosegue: in cantiere ci sono altre azioni e manifestazioni, ma a questo punto si attenderanno i risultati dell’incontro con la multinazionale finlandese.

21 febbraio 2009

Ahlstrom Gallarate: I lavoratori in presidio permanente

La proprietà ha deciso di licenziare 61 dipendenti nei quattro stabilimenti, 20 dei quali a Gallarate.
Per un mese, fino all’11 febbraio, siamo stati buoni e bravi, abbiamo aspettato novità, ma nessuno si è fatto sentire.
La procedura di mobilità scade dopo 75 giorni, il tempo per le trattative è finito».
Così i lavoratori hanno deciso di stabilirsi all’entrata dello stabilimento, fermo “fino a successiva comunicazione”: «Staremo qui fino a quando qualcuno si farà sentire – spiegano ancora i lavoratori in protesta -. Anche a Cressa hanno indetto la mobilitazione permanente.
Non vogliamo che portino via le macchine dalla linea».
A casa restano mogli e figli ad aspettare: «Sono con noi – spiegano i dipendenti della multinazionale finlandese -. Sanno benissimo anche loro che in questo periodo le alternative in altre aziende sono inesistenti: noi vogliamo solo lavorare. Per questo staremo qui e protesteremo. Non volgiamo la luna, vogliamo solo una trattativa seria e che non ci facciano perdere tempo».

15 gennaio 2009

Ahlstrom, spiraglio di speranza per i venti lavoratori di Gallarate

Un pullman con a bordo i rappresentanti sindacali e un nutrito gruppo di lavoratori è andato a Torino, sede italiana della società finnica leader mondiale nella produzione di carta per filtri per motori, per discutere nella sede dell'Unione Industriali con la proprietà: «È stato un incontro positivo – spiega Antonio Ferrari dell’AlCobas-Cub -. Credo che grazie alla mobilitazione e alle pressioni messe in atto in questi giorni la società si sia convinta a tirare il freno. Ci hanno dato 75 giorni di tempo: non chiudono subito a Gallarate e ci hanno dato la possibilità di valutare ogni altra soluzione possibile per scongiurare il rischio della mobilità netta subito. Noi ci muoveremo con attenzione per verificare l’opportunità di chiedere la cassa integrazione o altri ammortizzatori sociali di sostegno, loro ci hanno assicurato che da Gallarate non si muove nessuno fino al prossimo 11 febbraio. Speriamo di tenere in vita questo barlume di speranza».

14 gennaio 2009

Chiude la Ahlsrom di Gallarate, 61 esuberi

La Ahlstrom, multinazionale Finlandese prima produttrice mondiale di carta per filtri per motori, intende chiudere la produzione in Italia, eliminare posti di lavoro e lasciare a casa dipendenti anche in Finlandia.
Gli stabilimenti italiani della società sono quasi tutti in provincia di Varese: Ahlsrom Milano ha infatti acquisito nel maggio 2007 un ramo d'azienda dall’italiana Orlandi stabilimento di Gallarate e Cressa (NO) e , dopo avere acquisito gli stabilimenti di Mozzate e Carbonate, di proprietà della Fiberweb Tecnofibra.
I lavoratori dello stabilimento di Gallarate, che si sono riuniti in assemblea il 12 gennaio, hanno deciso di reagire con uno sciopero per l’intera giornata del 13 gennaio, con presidio e blocco delle portinerie, davanti all’azienda di Gallarate in via XXIV Maggio e di invitare le RSU e i lavoratori/trici degli stabilimenti di Cressa, Carbonate e Mozzate ad una riunione per programmare iniziative di lotta concordate unitariamente contro la comunicazione dell’azienda che unilateralmente ha proceduto in questa maniera, per la riapertura della trattativa con tutte le parti in causa:
«Ci hanno lasciato a piedi senza darci speigazioni, senza confronto - spiegano Antonio Ferrari dell'AlCobas-Cub e il delegato Rsu Massimo Sinatra -. Chiediamo di tenere il posto, di non buttare via capacità e know how. Ci avevano promesso che qui non si sarebbe mai smantellato, invece di punto in bianco chiudono tutto.
Siamo in mobilità diretta, che vuol dire licenziamento:
le prospettive di ricollocamento in questo momento di crisi non ci sono.
Vogliamo lavorare e non rimanere per strada».