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24 marzo 2010

Verbale comitato direttivo CUB Informazione nazionale del 19 marzo 2010

Il congresso straordinario Nazionale
CUB Informazione
è convocato per il 25 giugno 2010


In relazione alla richiesta di congresso straordinario nazionale e locale sostenuto da alcune realtà è bene precisare che:
  • sulla base dello statuto nazionale è decisivo che il diritto degli iscritti a conoscere le varie posizioni venga rispettato così come i tempi previsti (almeno tre mesi). Consideriamo forzature irregolari e da superare le riunioni tenutesi in alcune città (autoproclamatesi congresso) che potranno rientrare in un processo di regolarizzazione secondo i principi dello statuto entro e durante la riunione di confronto aperta a tutte le realtà della categoria (anche se senza statuto, non in regola con i contributi, ecc.) che proponiamo si tenga il giorno 29 marzo 2010 presso la sede di Cassina de’ Pecchi e previo invio (la settimana precedente) alla sede di via Roma 81 Cassina de’ Pecchi (Mi) fax 02 25137196 e mail infosindacale@gmail.com dei dati degli iscritti (completi in modo da poter esercitare il diritto a fargli conoscere le diverse opinioni), aziende, eventuali attività svolte e riferimenti aziendali (RSU, ecc).
  • il congresso nazionale è convocato il giorno 25 giugno 2010 in sede da definire;

  • i congressi locali si terranno a partire dal 1° maggio e durante il mese di aprile si terranno riunioni con delegati/e attivisti/e e iscritti/e per avviare il confronto su tali temi. Il regolamento congressuale ed eventuali documenti congressuali alternativi e/o contributi dovranno pervenire entro la riunione succitata e a cura del direttivo nazionale in collaborazione con le realtà locali verranno diffusi così come sarà possibile usare per lo sviluppo del dibattito gli strumenti web e le nuove tecnologie.
    Le date delle riunioni locali e aziendali dovranno essere concordate e coordinate con il direttivo nazionale in modo da consentire la presenza delle varie opinioni presenti e ai lavoratori di scegliere.

E’ utile ricordare che lo statuto che deve essere rispettato dice:
Art. 6 - Il Congresso Il Congresso è il massimo organo deliberante e si riunisce ogni 3 anni. La convocazione straordinaria del Congresso può essere richiesta dal Comitato Direttivo a maggioranza di 2/3 nonché da 3 Associazioni regionali e/o provinciali associate. L’ordine del giorno del congresso è fissato dal Comitato Direttivo e deve essere reso noto almeno 3 mesi prima della data di convocazione.


Approvato

Verbale comitato direttivo CUB Informazione di Milano del 20 marzo 2010

Il comitato direttivo CUB Informazione di Milano riunito il 20 marzo 2010 in sede Viale Lombardia, 20 (presenti 7 su 10). Vengono presentati due ordini del giorno che vengono votati in alternativa.

Viene approvato con 4 voti a favore il seguente o.d.g.:

Il congresso straordinario sulla base dello statuto provinciale e nazionale viene convocato tenendo conto delle proposte del Comitato Direttivo Nazionale per il 25 giugno 2010 e consegnando agli iscritti le diverse opinioni su cui scegliere.
Pertanto il congresso della CUB Informazione di Milano si propone che venga realizzato il giorno 8 maggio in sede da definire.
E’ stata fatta una richiesta di anticipare la data del 25 giugno e invitiamo il direttivo nazionale ad esaminarla.

Riceve tre voti a favore e quindi viene respinta la richiesta di realizzare il congresso di Milano il 10 aprile 2010.

Verbale a cura di
Lara Visentin

09 gennaio 2010

Mediaset: sciopero il 10 e l’11 gennaio

La CUB Informazione
e lo SLAI Cobas
sostengono lo sciopero di tutti i lavoratori e le lavoratrici del gruppo Mediaset a livello nazionale ed invitano i lavoratori e lavoratrici a partecipare alla mobilitazione.

Da tempo sosteniamo che oscure manovre si agitavano alle spalle dei lavoratori. Il rinvio del rinnovo del contratto integrativo è stato un chiaro segnale delle intenzioni di questa azienda.

La cessione del settore trucco, acconciature e sartoria ad una società esterna è solo il primo tassello di un domino che vedrà cadere uno dopo l’altro interi settori produttivi?
Alla luce di questi avvenimenti dobbiamo chiederci se l’obbiettivo dell’azienda sia la dismissione di Videotime? O di molte parti di Mediaset?

La cessione di rami d’azienda da parte del principale gruppo televisivo privato che fa capo al Presidente del Consiglio non trova ragione in un reale stato di crisi ma in una scelta politica. Mediaset non è una azienda in crisi, se è vero che gli incassi pubblicitari sono rimasti stabili nel 2008 il fatturato ha continuato a crescere con un aumento del 4,2 %.
La stessa Mediobanca prevede un aumento del titolo per il 2010. Dunque la scelta è quella, tutta politica, di fare di questo paese una repubblica non più fondata sul lavoro. Un paese in cui vada definitivamente a sparire il lavoro a tempo indeterminato, il “lavoro fisso”, la garanzia del futuro e della pensione, per lasciare posto alla totale deregolamentazione, al lavoro precario e nero. Questo il segnale che viene da Mediaset a tutti gli imprenditori del paese.
Non sappiamo se l’obbiettivo finale è quello di vendere (forse già hanno venduto) Videotime o l’intero gruppo Mediaset, certo è che i segnali sono preoccupanti e che la dismissione del settore trucco, acconciature e sartoria potrebbe essere solo il primo tassello di un domino che travolgerà intere professioni, posti di lavoro, famiglie.
Per questo cercheremo di fare argine ad una simile catastrofica deriva che travolgerà non solo i dipendenti Mediaset, non solo tutti i lavoratori dell’indotto che già oggi operano in condizioni da paese incivile, ma darà il via libera alla distruzione sistematica di qualsiasi garanzia occupazionale.

Lo sciopero del 10 e 11 gennaio è solo la prima risposta di protesta a cui seguiranno altre giornate di lotta che cercheremo di organizzare allargando la partecipazione a tutta la categoria dei lavoratori del Broadcast.

Lì, 8 gennaio 2010

17 luglio 2009

Ocè Italia dichiara lo stato di crisi con 100 licenziamenti su 560 lavoratori

Gli azionisti vogliono più soldi.. i lavoratori perdono il posto di lavoro

La crisi generale e le ristrutturazioni, di cui in parte approfittano diverse aziende, hanno portato alla ribalta argomenti che devono trovare una concretizzazione nazionale con leggi ma anche negli accordi aziendali: blocco o sospensione dei licenziamenti e soluzioni alternative come i contratti di solidarietà e la cassa integrazione a rotazione con integrazione del reddito.

In particolare, nel piano proposto dall’azienda, in molte realtà non sono convincenti i numeri mentre in altre, tenendo conto di una riduzione delle attività, si potrebbero usare i contratti di solidarietà: ad esempio ciò è possibile nelle aree dei tecnici ma anche nella sede di Cernusco sul Naviglio dove sono previste perdite occupazionali importanti e in particolare di lavoratrici.

Ancora una volta, nel bel mezzo della crisi generale che qualche conseguenza la provoca anche in Ocè, si sommano situazioni particolari di mancanza di carichi di lavoro e di fine commessa ma quel che non sta in piedi è il piano generale con i 100 licenziamenti.

La direzione, consapevole che possono essere solo una quindicina i cosiddetti prepensionabili che potrebbero essere attratti dal “bonus”, ha in mente un taglio drastico per arrivare a ridurre i costi di 100 persone con l’uso della cassa integrazione straordinaria .. e poi fuori con il licenziamento in mano. Altri impegni generici e non vincolanti. L’uso di altri strumenti come la formazione o la ricollocazione devono essere elementi certi che prevedono il passaggio da posto di lavoro a posto di lavoro.

La CUB Informazione e la FLMUniti-CUB propongono, perciò, a lavoratrici e lavoratori una linea sindacale che imponga alle aziende di tenere conto della responsabilità sociale per trovare soluzioni alternative ai licenziamenti.

In diverse aree sono presenti interinali (a somministrazione) e tempi determinati che sono utili e necessari e che, perciò, dovrebbero trovare, in una sanatoria con le assunzioni, la possibilità di evitare di essere discriminati nell’uso degli ammortizzatori sociali.
La possibilità di portare avanti delle proposte diverse da quelle che ha in mente la direzione dipende anche dalla forza sindacale (che si misura anche con gli iscritti) e dal sostegno alle proposte alternative.

Andremo all’incontro in Unione Grafici il 23 luglio per portare queste ragioni ma senza la lotta non ci regaleranno nulla.

Secondamano: partita la procedura dei licenziamenti collettivi per 76 lavoratori su 161

Comunicato sindacale – 15 luglio 2009

Ieri è partita la procedura dei licenziamenti collettivi per 76 lavoratori su 161.

Le RSU e le organizzazioni sindacali di Torino e Milano indicono
un’ora di sciopero con assemblea
domani giovedì 16 luglio 2009
dalle ore 11,30 alle 12,30

La partecipazione allo sciopero e alla assemblea possono essere un segnale importante per preparare al meglio il primo incontro che si terrà venerdì 17 presso la sede di Unione Grafici.
Invitiamo lavoratrici e lavoratori a partecipare allo sciopero.

RSU Editoriale Secondamano, Slc-Cgil e Cub Informazione Milano

26 agosto 2008

Industrie Grafiche Pubblicità Milano di Baranzate: 18 lavoratori in cassa integrazione straordinaria

Calendari e agende di qualità e in piccoli lotti: un’altra ditta storica in difficoltà
(nasce nel 1921 e dal 1970 c’è una nuova gestione).

Ancora una volta le banche sono in parte responsabili delle difficoltà economiche perché la loro unificazione ha comportato la riduzione degli scoperti bancari mettendo in ginocchio la società e bloccando ogni liquidità.
Ad oggi i lavoratori non hanno ricevuto lo stipendio di giugno e luglio e non è prevedibile che arriverà quello di agosto.

La società è in liquidazione dal 23 luglio e si è realizzato un accordo sindacale per la cassa integrazione straordinaria e la mobilità che lunedì 4 agosto verrà ratificato con l’esame congiunto presso gli uffici regionali.
L’azienda ha un posto di rilievo nel settore del calendario pubblicitario, libro illustrato e catalogo pubblicitario. Non siamo di fronte a macchinari obsoleti anzi è perfettamente funzionante il parco macchine in grado insieme alla competenza e professionalità dei lavoratori e lavoratrici di produrre una buona qualità.
Le tipologie di articoli confezionati sono: calendari di ogni tipo con diverse legature, cataloghi, pieghevoli, riviste periodiche, poster e manifesti da muro, blocchi annotazioni, agende, ecc..
E questi sono alcuni dei clienti più importanti degli ultimi anni: Monte Paschi di Siena, Credem, Vittoria assicurazioni, Axa Assicurazioni, Aurora Assicurazioni, Loyd Adriatico, Beta Utensili, Allegrini, Vanguard, Consorzio Euroage, Akzo Nobel Coatings Spa, Amplifon, Corporate Express, Saunier Duval, M.C. Elettrici, Gruppo Trony e Sinergy, Mitutoyo Italiana.
La crisi occupazionale potrebbe essere superata riprendendo la produzione al rientro dalle ferie proveremo tutte le strade per evitare il precipitare della crisi.
E’ stato chiesto dal sindacato CUB Informazione un incontro con la Provincia di Milano e l’assessore Bruno Casati per verificare possibilità di acquirenti che rilancino l’attività e per le politiche attive del lavoro.

24 novembre 2007

SECONDAMANO; CUB, NO A 67 LICENZIAMENTI

ANSA - MILANO, 23 NOV 2007-
La Cub-Informazione contesta i 67 licenziamenti su 250 dipendenti, a partire dal 2008, decisi dal management della storica testata di annunci per la compravendita 'Secondamano' in tutta Italia e chiede in alternativa contratti di solidarietà.
Il sindacato di base rende noto che la nuova proprietà, il gruppo norvegese Schibsted, ha deciso di ridurre 31 lavoratori a Milano sui 170 addetti, e a Torino (13 su 49), Genova (5 su 12) e a Bologna, Ferrara, Piacenza e Ravenna (18 su 18). Sono anche previsti "appalti all'esterno di alcune attività e la cessione di alcune testate (il Fé di Ferrara, il Rò di Rovigo e la Pulce di Ravenna) e l'abbandono della piazza di Bologna e della testata relativa".
"Il piano - sottolinea Angelo Pedrini di Cub-Informazione - prevede il taglio del 20% dei posti e del costo del lavoro con l'obiettivo entro due anni di tornare al profitto con due cifre.
Ma ciò che non convince è che si dà per scontato la riduzione del settore tradizionale cartaceo e si compromette il futuro di tutta la società e dell'occupazione complessiva.
Ancor oggi il settore cartaceo produce oltre il 90% del fatturato. Nessuno nega la necessità di sviluppare internet e l'on-line che però ad oggi non rende quasi niente".
Il sindacato denuncia anche che l'80% dell'occupazione è femminile e il 37% è a part-time.