
24 novembre 2007
Associazione amici di Carmelo Calabrese
A questo scopo invitiamo tutti coloro che intendono aderire a questa iniziativa ad utilizzare il conto corrente specifico sottoindicato, al quale ci appoggiamo.
Conto corrente intestato a :
Associazione amici di Carmelo Calabrese
21 novembre 2007
IN SCIOPERO AD OLTRANZA: SOLIDARIETÀ AI LAVORATORI DEL TRASPORTO PUBBLICO FRANCESE E TEDESCO
I LAVORATORI TEDESCI E FRANCESI, PUR PRATICANDO FORME DI LOTTA AD OLTRANZA, RICEVONO LA SOLIDARIETA’ DELLA MAGGIORANZA DELLA POPOLAZIONE.
IN ITALIA TUTTO QUESTO NON è POSSIBILE
La legge 146 introdotta nel 1990 pone vincoli talmente stretti che in tutto il settore, specie in quello del servizio aereo, non è più possibile scioperare.
Prima di dichiarare sciopero le organizzazioni sindacali devono:
a) Aprire lo stato di agitazione chiedendo un incontro (raffreddamento) all’azienda (questioni locali) o alle associazioni datoriali (questioni nazionali). L’incontro deve essere svolto entro il sesto giorno dalla richiesta.
b) Se le parti datoriali si rifiutano di incontrare i rappresentanti dei lavoratori o se l’incontro non sortisce risultati positivi, le organizzazioni sindacali devono chiedere un incontro istituzionale (tentativo di conciliazione) con il Prefetto (questioni locali) o con il ministero dei trasporti (questioni nazionali). L’incontro deve svolgersi entro 5 giorni dalla richiesta.
c) Se anche questo non viene concesso o non sortisce risultati positivi per la vertenza si potrà proclamare lo sciopero.
d) Lo sciopero potrà avvenire dieci giorni dopo la proclamazione, ma non potrà essere concomitante con un’altra agitazione in atto nello stesso “bacino d’utenza”(*) anche se proclamato da altre organizzazioni sindacali.
e) Per lo stesso bacino d’utenza, per la regola della “rarefazione oggettiva”, gli scioperi devono essere effettuati con una distanza di 10 giorni l’uno dall’altro anche se proclamati da organizzazioni e con motivazione diverse.
f) Nella medesima vertenza il primo sciopero potrà avere una durata non superiore alle 4 ore; il secondo 8 ore e solo il terzo potrà riguardare l’intera giornata, ma con limitazioni:
nel trasporto ferroviario, devono essere assicurati servizi adeguati nelle fasce orarie di massima utenza dei pendolari (6-9, 18-21), secondo i volumi normalmente offerti a tale settore di utenza. Devono essere garantiti i treni a lunga/media percorrenza nella misura minima di tre coppie di treni al giorno sulle principali direttrici Nord-Sud ed Est-Ovest, una almeno delle quali della categoria Intercity o Eurostar. Tali treni dovranno essere garantiti fino all’arrivo alla stazione di destinazione.
nel trasporto aereo dovranno essere garantiti i voli in partenza nelle fasce orarie 7-10 e 18-21, nonché, anche al di fuori delle fasce orarie, un volo intercontinentale in partenza per continente e i collegamenti con le isole
nel trasporto locale (bus-metrò) esistono “fasce orarie di garanzia” ( tre bore al mattino e tre ore la sera) in cui è vietato scioperare, in genere corrispondenti alle ore di maggior utilizzo del mezzo pubblico cittadino (esempio a Milano lo sciopero di 24 ore ha le seguenti modalità – si potrà scioperare dalle 8,45 alle 15,00 e dalle 18,00 al termine del servizio).
nelle attività di supporto al trasporto ferroviario e aereo devono essere garantiti un numero minimo di lavoratori (deciso dalle parti datoriali) che spesso supera il numero stesso di lavoratori in normale servizio.
g) In ogni caso lo sciopero non potrà durare più di 24 ore e dovrà avere caratteristica continuativa (salvo le fasce di garanzia), quindi, è vietato lo sciopero a “scacchiera”.
(*) dato che il “bacino d’utenza” del trasporto ferroviario e il trasporto aereo è l’itero Paese, treni e ferrovie non possono scioperare contemporaneamente nel medesimo giorno
h) Esistono interi periodi di franchigia in cui è vietato scioperare:
- dal 18 dicembre al 7 gennaio;
- dal 24 aprile al 2 maggio;
- dal 27 giugno al 4 luglio;
- dal 27 luglio al 5 settembre;
- dal 30 ottobre al 5 novembre;
- dal giovedì precedente al giovedì successivo alla Pasqua;
- dal terzo giorno precedente al terzo giorno che segue le consultazioni elettorali nazionali, europee e regionali, le consultazioni referendarie nazionali;
- dal giorno precedente al giorno successivo alle elezioni politiche suppletive o alle elezioni regionali ed amministrative parziali per le sole aree interessate.
i) I Prefetti e il Ministero dei Trasporti potranno limitare, differire o revocare uno sciopero, anche se regolare, per i motivi più disparati (spesso pretestuosi) che vanno dall’ordine pubblico all’eccessiva concentrazione di scioperi.
j) La Commissione di garanzia dell’attuazione della legge sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali, istituita dall’art. 12 della Legge 12 giugno 1990 n. 146 (come modificata dalla legge n. 83/2000) è una Amministrazione “indipendente” composta da nove membri designati dai Presidenti della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica tra esperti in materia di diritto costituzionale, di diritto del lavoro e di relazioni industriali e nominati con decreto del Presidente della Repubblica. Essa vigila sul rispetto della normativa e dispone sanzioni economiche ai soggetti sindacali e ai singoli lavoratori che la violano, ma in molti casi da anche giudizi e arbitrarie interpretazioni di merito sulle vertenze, sulla condotta delle OO.SS. durante le procedure di raffreddamento e conciliazione. La commissione negli ultimi anni ha reinterpretato la legge sullo sciopero in senso restrittivo, autonomamente e senza passare dal Parlamento. Avverso le delibere della Commissione, che hanno il fine di revocare gli scioperi, è possibile presentare ricorso, ma solo dopo il ritiro dell’agitazione stessa.
k) Le sanzioni per le OO.SS. che violano le disposizioni di legge vanno da 2500 a 25.000 € ca. Per i lavoratori, invece, da un minimo di 250 ad un massimo di 500 Euro ca. per ogni giorno di sciopero fuori dalle regole. In più, i lavoratori, possono essere denunciati penalmente per “interruzione di pubblico servizio”, precettati e sanzionati amministrativamente da Prefetti e Ministero, perseguiti e sanzionati disciplinarmente dalle aziende.
Il risultato che per ogni settore è consentito scioperare quasi una volta al mese, al massimo per una giornata e comunque, viste le restrizioni, con effetti marginali.
Da tempo le associazioni datoriali, i sindacati confederali e i partiti politici discutono su come vietare totalmente lo sciopero nei servizi di pubblica utilità, puntando allo “sciopero virtuale”.
Nell’inverno tra il 2003 e il 2004 i lavoratori del Trasporto Pubblico Locale dell’ATM di Milano bloccarono spontaneamente il servizio per 5 giorni. Poi la protesta si allargò per tutta Italia.
Sulla testa dei circa 4000 Tranvieri Milanesi ancora oggi pendono: una denuncia penale per interruzione di pubblico sevizio, una sanzione amministrativa da parte del Prefetto, 3 procedimenti disciplinari da parte dell’azienda, alcune richieste di risarcimento da parte di alcune associazioni di consumatori e di singoli.
IN ITALIA, PER I LAVORATORI DEI TRASPORTI CON LA LEGGE 146 E CON L’INTERPRETAZIONE CHE NE FA LA COMMISSIONE DI GARANZIA, IL DIRITTO ALLO SCIOPERO è DIVENTATO UN DIRITTO “NEGATO”.
Il diritto di sciopero è lo strumento democratico del lavoratore per rivendicare qualsiasi altro diritto ed è assolutamente necessario organizzare il fronte più ampio possibile per riconquistarlo.
19/11/2007
A.L.Cobas-Cub Trasporti
18 novembre 2007
17 novembre 2007
17 Novembre a Genova: Concentramento manifestazione ore 14.30 P.zza Principe
CCNL Metalmeccanici: Presidio di Flmuniti-Cub giovedì 15 novembre a Vicenza

13 novembre 2007
Nella notte tra sabato e domenica è morto Carmelo Calabrese in conseguenza di un grave tumore.Carmelo è stato un grande dirigente della CUB e della RDB, si può dire che è stato uno degli artefici della costruzione della CUB.
E' morto a 57 anni nel pieno della sua attività sindacale, personalmente sono rimasto impressionato dalla grande forza e dignità con cui ha affrontato prima il male incurabile e poi la morte, anzichè chiudersi in se stesso, ha partecipato fino all'ultimo alle riunioni sindacali intervenedo e sostenendo le sue idee sempre con grande lucidità politica e di analisi che lo hanno sempre contraddistinto, come se il male neanche lo sfiorasse.
E' una grande perdita per la CUB, gli va dato l' onore che merita partecipando al suo funerale che si terrà domani martedì 13 novembre alle ore 14,30 presso la cappella del cimitero di BRUZZANO.
10 novembre 2007
VENERDI' 9 NOVEMBRE SCIOPERO GENERALE
SCIOPERO: ROMA; FERRANDO (PCL), RENDO MERITO A COBAS
Ore 16,29 - Agi SCIOPERI: CUB, GOVERNO NON PUO' IGNORARE 2 MILIONI DI PERSONE.
07 novembre 2007
04 novembre 2007
PRESIDIO IN REGIONE IL 6 NOVEMBRE A SOSTEGNO DELLA LEGGE POPOLARE SUI TICKET SANITARI
La Federazione Regionale RdB/CUB, è stata tra i Promotori di questa iniziativa, ed è stata determinante nella raccolta Firme, raccogliendo oltre 8.000 firme, in tutta la RegioneLa legge chiede l’esenzione dei Ticket sanitari, e l’esenzione dei Ticket del pronto soccorso.
Questa battaglia ha portato dei primi risultati, costringendo questa Regione ad modificare in opera l’imposizione sfrenata del pagamento dei Ticket sulla Sanità.
IL Consiglio Regionale del 30 gennaio 2007 aveva rinviato in commissione la proposta di legge d’iniziativa popolare “Norme sulle esenzione dai ticket sanitari ed esenzioni dai ticket delle prestazioni di pronto soccorso” depositata in Regione nel 2004 con oltre 22.000 firme, è stata finalmente avviata la discussione sul merito della proposta nell’ambito della III Comm. Consiliare (con ben 3 anni di ritardo).
La votazione finale in aula è stata per il giorno martedì 6 novembre 2007 (un eventuale rinvio sarà tempestivamente comunicato).
Invitiamo tutti a partecipare al presidio davanti alla Regione che abbiamo organizzato per quella data .
L’appuntamento è fissato per
MARTEDI’ 6 NOVEMBRE ORE 10.00
IN VIA F. FILZI 22,
RdB/CUB FEDERAZIONE REGIONALE LOMBARDIA
01 novembre 2007
dibattito pubblico lunedì 5 novembre 2007 alle ore 20,30 nella sede CUB di Varese.
Di tutte le categorie, indetto dalla CUB
e da tutto il sindacalismo di base per il giorno
9 novembre 2007,
La Confederazione unitaria di Base della provincia di Varese
Ha organizzato un dibattito pubblico
nella sala cinema della sede CUB di Varese
in via de Cristoforis 5, per il giorno:
lunedì 5 novembre 2007 alle ore 20,30.
Tutti i lavoratori, i pensionati, i precari,
i disoccupati, gli studenti, le associazioni
Sono invitati a partecipare.
Lo sciopero generale e generalizzato del 9 novembre 2007,
sia un passaggio cruciale nell’opposizione al famigerato
Protocollo del 23 luglio 2007, una giornata fondamentale
nella lotta per la garanzia del lavoro e del reddito,
per la difesa dei diritti acquisiti e per l’estensione
di essi a tutti per la conquista di nuovi diritti sociali nel
lavoro e oltre il lavoro.
24 ottobre 2007
SEA MALPENSA: COMUNICATO SINDACALE
A meno di 24 ore di distanza, subito senza nessun pudore, le segreterie nazionali dei sindacati confederali, e dell’SdL hanno accettato il taglio dei voli su Malpensa e Linate.
All'indomani di una giornata di scioperi che ha paralizzato l'aeroporto di Malpensa, i sindacati vengono a patti con Alitalia dicendo si al ridimensionamento della presenza di Alitalia nell'hub varesino. «Lasciare inalterata tale situazione potrebbe significare la fine di Alitalia e di conseguenza danni irreversibili per l'intera economia del settore» dicono in una nota le segreterie nazionali di Filt-Cgil, Fit-Cisl, UilTrasporti, Ugl Trasporti, SdL trasporto aereo, e le presidenze di Anpac, Anpav, Avia, e Unione Piloti. Bisogna scegliere il male minore. Questa è in sostanza la posizione dei sindacati che hanno approvato il piano industriale presentato da Prato per il rilancio della compagnia. «La vicinanza geografica di Malpensa a numerosi hub concorrenti e la contemporanea presenza nello stesso bacino di utenza anche dell'aeroporto di Linate, creano un'indubbia diseconomia per Alitalia» spiegano. Occorre però trovare una soluzione al nodo occupazionale. Anche per non far pagare ai lavoratori «i ritardi e la miopia della politica» le sigle sottolineano che «parlare di esuberi appare del tutto inopportuno». Impiegare i mezzi «non più utilizzati dirottandoli su altre rotte». Far rientrare le ore di volo appaltate ad operatori esterni, sfruttando le sinergie tra le varie aziende del gruppo», come Volare e Alitalia Express. Queste alcune delle proposte che i rappresentanti di categoria proporranno ad Alitalia. Per quanto riguarda il problema occupazione infine, secondo i Sindacati, la compagnia dovrà «estendere anche all'intero settore l'intervento del fondo per il sostegno al reddito».
Le segreterie nazionali, con questa decisione si sono poste contro i lavoratori.
Con questa decisione, le segreterie nazionali di cgil-cisl-uil-ugl e sdl, cercano di far apparire lo sciopero di lunedì, e le future forme di lotta inutili e senza nessuna prospettiva.
Vogliono bloccare la lotta di Malpensa e Linate.
Riteniamo inaccettabile anche, che dopo questi fatti, il segretario regionale della cgil, si limiti a chiedere semplicemente e solo gli ammortizzatori sociali. Come se ubbidendo alle segreterie nazionali, accetta i tagli su Malpensa e Linate, e chiede solo di attutirne gli effetti sociali.
Da parte nostra, condanniamo questo atto delle segreterie nazionali, ci aspettiamo che tutte le organizzazioni sindacali di Malpensa e Linate, facciano altrettanto. Non con un generico comunicato, che come tutti sanno non serve a nulla. Ma con una drastica intensificazione della lotta. In assemblea generale i lavoratori hanno chiesto forme di lotta, anche fuori delle regole.
Le segreterie regionali di cgil-cisl-uil-ugl e sdl dicano se vogliono realmente contrastare il piano di ridimensionamento di Malpensa e Linate prendendo le distanze dai loro nazionali.
24-10-2007
A.L.Cobas-Cub Trasporti Slai-Cobas
23 ottobre 2007
21 ottobre 2007
INPS ott 2007
Servizio civile volontario - Modalità di accredito dei periodi di servizio
DM 28 marzo 2007. Ripartizione tra le gestioni previdenziali interessate della contribuzione dovuta dai datori di lavoro per gli apprendisti artigiani e non artigiani, nonché determinazione della contribuzione relativa all'indennità di malattia per i lavoratori assunti con contratto di apprendistato.
trattamento speciale di disoccupazione per l'edilizia: requisito lavorativo di cui all'articolo 11, comma 2, della legge n.223/1991.
Aziende del settore agricolo che assumono operai: modalità per il versamento delle quote di TFR a 'FONDINPS'.
Messaggio numero 25235 del 17-10-2007
In base alle disposizioni di cui agli artt. 43 e 44 del R.D. 30/9/1922, n. 1290, ai dipendenti civili delle Amministrazioni dello Stato che siano mutilati od invalidi di guerra è concesso un incremento stipendiale pari al 2,50% per infermità ascrivibile alle prime sei categorie, o all’1,25% per infermità ascrivibile alle ultime due categorie di cui alla Tabella A annessa al D.P.R. n. 834/1981.
Successivamente, la legge 15 luglio 1950, n. 539, all’art. 1 ha esteso tali benefici anche ai mutilati od invalidi per cause di servizio, nonché ai congiunti dei caduti per cause di servizio, ed all’art. 3 ha stabilito che “agli effetti della presente legge si considerano mutilati od invalidi per servizio coloro che alle dirette dipendenze dello Stato o degli enti locali territoriali e istituzionali hanno contratto, in servizio e per causa di servizio militare o civile debitamente riconosciuta, mutilazioni od infermità ascrivibili ad una delle categorie…”.
Messaggio numero 25063 del 16-10-2007
Fondo speciale Ferrovie dello Stato S.p.A. - doppio calcolo su pensione FS per cessazioni dal servizio con anzianità contributiva maggiore di 37 anni.
Messaggio numero 22912 del 20-09-2007
compatibiltà del congedo straordinario ex art 42, comma 5, D.Lgs 151/2001 fruito da un genitore con il congedo di maternità e con il congedo parentale goduto dall’altro genitore per il medesimo figlio.
20 ottobre 2007
TUTTI I LAVORATORI DI MALPENSA E LINATE VANNO DIFESI !
Lunedì 22-10 SCIOPERO GENERALE
dichiarato da tutte le sigle sindacali
dalle 10:00 alle 14:00
concentramento di tutti i lavoratori all’ingresso del parcheggio dipendenti per una manifestazione unitaria di tutti i lavoratori.
Il Piano di Alitalia prevede lo spostamento dei voli intercontinentali, internazionali e nazionali, da Malpensa a Fiumicino, come la fondamentale leva per quest’azienda su cui agire nell’immediato per impedire il fallimento della compagnia.
NIENTE DI PIU’ FALSO!!!
Il trasferimento cancellerà almeno 150 movimenti da Malpensa, il 40% dei voli operati da Alitalia, mettendo a rischio migliaia di posti di lavoro nei sedimi aeroportuali e nell’indotto, che coinvolge oltre 370 aziende, per non citare le attività territoriali di supporto, e delle conseguenze complessive sulla Regione.
L’attuale piano Alitalia è frutto degli errori compiuti dai Governi e dai Management che si sono succeduti negli anni attraverso una cattiva gestione del denaro dei cittadini italiani.
NON PERMETTIAMO LORO DI CONTINUARE A BRUCIARE DENARO PUBBLICO DICIAMO NO!! AL DECLASSAMENTO DEGLI SCALI PIU’ IMPORTANTI DEL NOSTRO PAESE.
Gli ammortizzatori sociali, richiesti dal sindaco di Milano, saranno il pretesto per creare quella situazione di panico e paura, per poi convincere i lavoratori a pesanti sacrifici pur di tutelare il posto di lavoro o peggio utilizzare la mobilità o la cassa speciale a zero ore per disfarsi di occupazione buona a tempo indeterminato e con diritti contrattuali, sostituendola con altro lavoro precario.
NON FARE LO STRUZZO VIENI ANCHE TU A MANIFESTARE
Per:
La difesa di tutti i lavoratori che operano a Malpensa e Linate.
La difesa dei livelli occupazionali e la conquista di un lavoro sicuro giustamente remunerato.
Contro chi con la scusa della crisi di Alitalia, cercherà di imporre un peggioramento delle condizioni contrattuali.
SE SARA’ NECESSARIO BISOGNERA’ ANDARE ANCHE A FORME DI LOTTA PIU’ INCISIVE!
A.L.Cobas-Cub Trasporti F.L.A.I. Trasporti e Servizi Slai Cobas
17 ottobre 2007
tutti i mercoledì dalle 17,30 alle 19,00, presso la sede di Gallarate, sarà operativo lo sportello CUBIMMIGRAZIONE
tutti i mercoledì dalle 17,30 alle 19,00,
a partire da mercoledì 24 ottobre 2007,
presso la sede provinciale di Gallarate
sarà operativo lo sportello
la cui gestione e organizzazione è affidata al sig. BAMAR MBENGUE delegato sindacale per la CUB dell’azienda SKY CHEFS.
Lo sportello CUBIMMIGRAZIONE si prefigge lo scopo di diventare il punto di riferimento di tutti i lavoratori immigrati e tutelare i diritti di quei lavoratori che faticano ad inserirsi nel mondo del lavoro, che necessitano, più di altri, dell’attività di un sindacato autonomo ed indipendente da interessi partitici o padronali e che subiscono la scarsa conoscenza della lingua e dei diritti sindacali.
SPORTELLO CUBIMMIGRAZIONE
- Attività fiscale: 730, Unico, ICI, ANF, controllo buste paga, ecc..
- Patronato: richiesta pensionamento, verifiche contributive, rapporti con enti previdenziali ecc..
- Attività sindacale: impugnazione licenziamenti, provvedimenti disciplinari, orario di lavoro, contratti a termine ecc..
- Ambiente: rispetto delle normative per la salute dei lavoratori L. 626/94 e succ..
- Assunzioni obbligatorie: rispetto della L. 68/99 su collocamento obbligatorio ecc..
- Tutela legale: cause di lavoro, infortuni sul lavoro, ecc..
- Assistenza per pratiche legate ai permessi di soggiorno
Si riceve su appuntamento telefonando ai numeri: 0331.777798 - 0332.239163 o tramite e-mail agli indirizzi: cub.gallarate@fastwebnet.it - cubvarese@tin.it
Gallarate 18 ottobre 2007
15 ottobre 2007
SEA: altro lavoratore di Malpensa reintegrato al lavoro
Il lavoratore, più volte assunto con contratti a tempo determinato, non era stato poi assunto, ed aveva perciò fatto causa a Sea, con gli avvocati Giovanni Sertori e Alberto Medina.
Continuano quindi con successo le cause contro l’utilizzo illegittimo da parte di Sea dei contratti a termine e stagionali. Ricordiamo che solo alcuni giorni fa il Giudice di Busto A. dottoressa La Russa aveva reintegrato altri due lavoratori Sea.
Malpensa in questi anni ha prodotto principalmente lavoro precario e sottopagato.
Per questo riteniamo miope la posizione assunta dai sindacati confederali e dall’SdL, di rivendicare per Malpensa, le stesse cose chieste dal sindaco di Milano e dalla stessa Sea, dimenticandosi delle migliaia di lavoratori interinali e a termine che da anni lavorano senza nessuna garanzia salariale e normativa.
Infatti se anche si ottengono gli ammortizzatori sociali, questi non possono essere utilizzati per tutti i lavoratori precari. Anzi questi lavoratori sarebbero i primi ad essere scaricati.
Nel loro documento Cgil-Cisl-Uil-Ugl e Sdl, non rivendicano nulla nei confronti di Sea per questi lavoratori. Vi sono lavoratori che da anni lavorano in modo precario.
Va rivendicato con forza che questi lavoratori sono lavoratori come gli altri e devono passare fissi.
RITENIAMO CHE SIA GIUNTO IL MOMENTO DI RIVENDICARE IL DIRITTO PER TUTTI I LAVORATORI DI MALPENSA, AD AVERE UN LAVORO FISSO E GIUSTAMENTE REMUNERATO.
15/10/2007
14 ottobre 2007
INPS: corresponsione di una somma aggiuntiva (cosiddetta 14.ma), a favore dei titolari di uno o più trattamenti pensionistici
06 ottobre 2007
REFERENDUM ACCORDO 23 LUGLIO 2007: ALLA FICEP VINCE IL NO
Alla FICEP di Gazzada, importante azienda metalmeccanica della provincia di Varese con circa 300 lavoratori,venerdì si è svolto il referendum sul protocollo di intesa del 23 luglio, hanno partecipato alla votazione circa l’ 85% dei lavoratori presenti in azienda, il no si è affermato con 112 voti , contro 78 del si.Prima si era tenuta l’ assemblea di fabbrica molto partecipata, durante la quale si è svolto un confronto civile e democratico tra i sostenitori delle ragioni del si all’ accordo sostenute dal un funzionario della CISL e da il segretario territoriale della FIOM di Varese e la ragioni del no sostenuto da un sindacalista della FLMUniti.
In questa azienda la FLMUniti, in difformità di altre aziende della provincia come AGUSTA e AERMACCHI, ha dato indicazione di partecipare alla votazione perché era stato consentito, diversamente da altre aziende, ad un rappresentante del no di essere presente nella commissione elettorale.
Questo è un risultato significativo perché dove è possibile fare una votazione realmente democratica dove i lavoratori possono ascoltare anche le ragioni di chi è contro l’ accordo e dove è possibile tramite un controllo dei voti e delle persone che votano il no si afferma senza problemi.
Inoltre il risultato è importante perché in tale azienda oltre alla FLMUniti è presente la FIOM e dove la FIOM di Varese , che è su posizioni critiche con la FIOM nazionale, si è spesa pesantemente per il si al referendum.
MALPENSA: ALTRI DUE LAVORATORI DI SEA A CONTRATTI A TERMINE, RIAMMESSI AL LAVORO DAL TRIBUNALE DI BUSTO A.
Con due sentenze del Giudice del Tribunale di Busto Arsizio dott.sa La Russa, questi lavoratori dovranno tornare al lavoro a Malpensa con il risarcimento per tutti gli stipendi persi nei mesi che non hanno lavorato.
Dopo le altre sentenze dei mesi scorsi, che hanno già riammesso numerosi lavoratori, e dopo che Sea ha dovuto ricollocare a Malpensa alcuni lavoratori ingiustamente trasferiti a Linate dopo le sentenze di riammissione, queste ulteriori sentenze non fanno altro che riconfermare quanto da mesi, da soli stiamo combattendo.
I contratti a termine e interinali che si utilizzano a Malpensa sono illegittimi.
Per questo riteniamo miope la posizione assunta dai sindacati confederali e dall’SdL, lunedì scorso, di rivendicare per Malpensa, le stesse cose chieste dal sindaco di Milano e dalla stessa Sea, dimenticandosi delle migliaia di lavoratori interinali e a termine che da anni lavorano senza nessuna garanzia salariale e normativa.
NEI PROSSIMI MESI, ALTRE CAUSE SARANNO DISCUSSE IN TRIBUNALE.
CHI PENSA CHE CON LA SCUSA DI ALITALIA,
- POSSA LIBERARSI DEI LAVORATORI STAGIONALE E INTERINALI.
- POSSA IMPORRE ORARI E CONDIZIONI LAVORATIVE PEGGIORI PER TUTTI I LAVORATORI.
SI SBAGLIA.
Invitiamo perciò tutti i lavoratori a vigilare ed a non farsi condizionare dal terrorismo psicologico.
Da parte nostra ribadiamo che la nostra organizzazione sarà in prima fila nella difesa dei lavoratori di Malpensa.
3/10/2007
A.L.Cobas-Cub Trasporti
tel.0331/777798 , 0331/772337-076413
30 settembre 2007
22 settembre 2007
21 settembre 2007
Nokia di Cassina de’ Pecchi: No alla P.S. che fa il contropicchetto per impedire ai lavoratori di uscire dalla fabbrica.
La Forza Pubblica interviene nelle lotte Nokia Siemens Network di Cassina de’ Pecchi e impedisce al corteo dei lavoratori di uscire dai cancelli durante l’ora di sciopero decisa per affiggere sulla Strada Padana Superiore lo striscione:Nokia leader mondiale dei telefonini
chiude le fabbriche e rapina le tecnologie.
Nell’ambito delle iniziative di lotta contro la esternalizazzione avviata il 12 settembre e dei previsti licenziamenti oggi dalle 10,30 i lavoratori in sciopero si sono avviati alla portineria ma sono stati fermati da tre cellulari della P.S. e solo dopo varie discussioni è stata fatta uscire “sotto scorta” una delegazione che ha affisso lo striscione.
Il sindacato FLMUniti-CUB protesta contro l’intervento della forza pubblica che intimidisce e vuole evitare e depotenziare le lotte dei lavoratori.
FLMUniti-CUB chiede alle istituzioni e al governo un intervento affinché si affronti positivamente la vertenza evitando l’intervento improprio della forza pubblica nelle lotte.
Sede di zona: Cassina de' Pecchi
via Marconi 38 tel 02 95341107
fax 0295288938 20131
La CUB, la Confederazione COBAS e SdL Iintercategoriale hanno INDETTO lo SCIOPERO GENERALE il 9 NOVEMBRE di tuttto il sindacalismo di base.
Con la scusa della crisi di Alitalia, vogliono colpire i lavoratori. Interinali e stagionali per primi.
Da qui la scelta di tagliare 150 voli di Malpensa.
Dopo la scelta di Alitalia, i politici lombardi, per far vedere che esistono, si sono lanciati in una canea di dichiarazioni e iniziative propagandistiche, con in testa Formigoni, Moratti e la Lega, con il centro-sinistra che per paura di perdere voti avvalla questa canea.
Hanno trasformato il problema Alitalia, come una scelta contro il Nord produttivo e operoso.
Gli amministratori Lombardi si dimenticano forse che da oltre 20 anni governano Regione, Provincia di Varese e Comune di Milano, e non ci sembra che si siano distinti con precisi piani per valorizzare Malpensa con collegamenti efficienti, una valutazione ambientale con la salvaguardia del territorio, una salvaguardia delle condizioni lavorative con garanzie sociali certe per tutti i lavoratori. Questi amministratori non si sono mai posti il problema del proliferare di aeroporti in tutto il Nord senza un preciso piano. Per anni gli amministratori Lombardi hanno intascato gli utili prodotti dalla Sea e dalle aziende che operano a Malpensa senza mai porsi il problema dei lavoratori e del territorio. Da sempre Malpensa è la patria del lavoro precario e sottopagato.
A chi si erge a paladino della difesa di Malpensa e della Lombardia, basterebbe ricordare che solo pochi anni fa, l’attuale presidente di Sea (di area Leghista) era presidente di Alitalia e non ci risultano progetti concreti per evitare questa situazione.
IN ATTO LA GUERRA PER SPARTIRSI UNA GROSSA FETTA DI MERCATO
A noi sembra invece, che lo scontro in atto sia prettamente economico. In queste settimane si determineranno sia il futuro di Alitalia (privatizzazione), sia l’assegnazione degli slot cioè il diritto concesso ad una compagnia aerea da parte delle autorità aeroportuali, di pianificare ed istituire voli con cadenze regolari in partenza o in arrivo. Il tono delle polemiche e l’accanimento dimostrano che la partita in corso su Malpensa ha una grande rilevanza economica. Per Malpensa non ci troviamo di fronte alla classica crisi aziendale, con la previsione di riduzioni di organici, assistiamo invece ad uno scontro tra diverse compagnie aeree per accaparrarsi gli slot e il ricco mercato che le gravita intorno, come hanno evidenziato le offerte di Ryan air e EasyJet.
Lo stesso piano industriale di Sea, presentato a giugno scorso, prevedeva per i prossimi 5 anni due ipotesi. La prima con l presenza di Alitalia e la seconda senza la presenza della compagnia di bandiera. Tutte e due le ipotesi prevedevano un aumento sia di movimentazione merci che di passeggeri.
Le previsioni catastrofiche di questi giorni sono quindi finalizzate a drammatizzare la situazione per far accettare ai lavoratori e ai cittadini, ulteriori sacrifici e rinunce alle loro condizioni economiche e salariali.
IL SINDACO DI MILANO PREPARA L’ATTACCO AI LAVORATORI
Il sindaco di Milano Moratti, ha chiesto al governo la possibilità per Sea di utilizzare gli stessi ammortizzatori sociali disponibili oggi per Alitalia. Nella sostanza la proprietà di Sea si appresta a chiedere crisi aziendale, per poter ridurre il personale. La legge prevede che a fronte della richiesta di crisi aziendale si debbano subito sospendere il lavoro interinale e a termine.
Dopo aver utilizzato per anni i lavoratori interinali e stagionali, costringendoli a centinaia di ore di straordinari, con la promessa di una loro assunzione definitiva, ora ci si vuole liberare di loro.
Ma non solo con la scusa della crisi di Alitalia, si cercherà in tutti i modi di far passare un diverso regime di orari con l’aumento del lavoro per tutti i lavoratori Sea.
Di fronte a questa situazione Cgil-Cisl-Uil pensano solo a schierarsi in cordate con questa o quella compagnia, abbandonando i lavoratori più deboli (interinali e tempi determinati).
Già circolano proposte di Sea, con qualche migliaio di euro, (soldi della collettività) a chi accetta di licenziarsi.
Noi invece riteniamo che occorra intensificare l'impegno a tutti i livelli (mobilitazione, istituzionale e legale) per assicurare la difesa di tutti i lavoratori e delle loro condizioni di lavoro.
20-9-2007 A.L.Cobas-CUB Trasporti
16 settembre 2007
ORDINE DEL GIORNO COORDINAMENTO NAZIONALE CUB 07/09/07
Il C.N. CUB ritiene indispensabile quindi la costruzione di uno SCIOPERO GENERALE NAZIONALE, da inserire in un programma di lotte più ampio e duraturo, da attuarsi tenendo conto anche dei tempi di discussione della Legge Finanziaria per il 2008 che dovrà anche recepire i contenuti dell’accordo sul welfare e che già si annuncia pesante e infarcita di ulteriori tagli e sacrifici.Accordo 23/7/07: Pensioni più basse e lavoro più precario
Revisione dei coefficienti. L’attuale pensione pari al 70% dell’ultimo stipendio passerà al 60%. Dal 1° gennaio 2010 saranno diminuiti fra il 6 e l’8% (a seconda dell’età di pensionamento) i coefficienti di trasformazione, ovvero di altrettanto diminuirà l’importo della pensione rispetto all’ultimo stipendio percepito. Inoltre i coefficienti verranno rivisti ogni 3 anni e fissati per decreto.
Il dissenso contro questo accordo è ampio e coinvolge anche settori degli stessi sindacati confederali. Bisogna impedire che queste norme, diventino legge. Per questo tutto il sindacalismo di base ha già programmato iniziative di lotta ed uno sciopero nazionale per i primi di novembre.
COSì COME è AVVENUTO PER IL TFR, I LAVORATORI DEVONO
FAR VEDERE IL LORO DISSENSO ALL’ACCORDO E AL REFERENDUM
Associazione Lavoratori Cobas - CUB
scrivialcobas@fastwebnet.it
INPS: corresponsione di una somma aggiuntiva a favore dei pensionati
10 settembre 2007
04 settembre 2007
Coordinamento nazionale a Bologna venerdì 7 settembre
28 agosto 2007
Tfr: una travata a chi puntava allo smantellamento della previdenza pubblica attraverso l’adesione ai fondi pensione.
Ai fondi negoziali hanno aderito circa 400.000 lavoratori su un totale di 12,2 milioni di dipendenti del settore privato. Una vittoria della Cub e di tutti quelli che si sono opposti allo scippo del tfr.Ora siamo più forti nel continuare la lotta per il rilancio della previdenza pubblica a partire dal calcolo, per i giovani e per chi ha iniziato a lavorare negli ultimi 10 anni, della pensione al 2% annuo sulle ultime retribuzioni, come avviene già oggi per tutti gli altri lavoratori.
Cominciano ad essere noti i dati sulle adesioni alla previdenza complementare dopo la conclusione della prima fase della campagna, partita in gennaio e conclusa al 30 giugno.
Ai fondi negoziali hanno aderito circa 400.000 lavoratori su un totale di 12,2 milioni di dipendenti del settore privato.
Tenendo conto anche dei vecchi iscritti ai fondi , si arriva ad un totale di 1,5 milioni, corrispondente ad un 12,5% di adesioni; l’obbiettivo del 40% ipotizzato dal Governo è lontanissimo.
Non è ancora noto il numero dei lavoratori truffati con il silenzio assenso, così come le adesioni ai fondi aperti ed alle polizze vita previdenziali, ma il dato politico è gia chiaro cosi come è chiaro chi a perso e chi ha vinto in questa campagna.
I numeri sono inoppugnabili e difficilmente riconfezionabili con trucchi interpretativi; essi segnano la sconfitta del disegno liberista di ridimensionare la previdenza pubblica e sostituirla con quella privata, scippando il tfr ai lavoratori.
Allorché saranno note l’età degli aderenti, il progetto di previdenza complementare risulterà ancor più affossato in quanto alla Cub risulta che le adesioni sono venute non dai giovani ma prevalentemente dai lavoratori più anziani,.
L’esito della campagna contro il trasferimento del Tfr ai fondi pensione, è una vittoria per la Cub e di tutti quelli che si sono opposti allo scippo del tfr.
La Cub, conclusa questa prima fase, si pone l’obbiettivo di far annullare lo scippo del tfr attuato nei confronti di chi è stato in silenzio, di consentire a chi ha aderito ai fondi di poterne uscire e magari riportare il tfr in azienda, di informare i nuovi assunti che hanno la trappola dello scippo del tfr con il silenzio se non esprimono per iscritto la loro decisione di mantenere il tfr in azienda entro 6 mesi dall’assunzione.
La Cub è convinta che oggi siamo più forti, come ha anche dimostrato la partecipazione allo sciopero del 13 luglio, nel continuare la lotta per il rilancio della previdenza pubblica a partire dal calcolo, per i giovani e per chi ha iniziato a lavorare negli ultimi 10 anni, della pensione al 2% annuo sulle ultime retribuzioni, come avviene già oggi per tutti gli altri lavoratori.




































