03 aprile 2008

Gallarate: Firmato il contratto decentrato tra Comune e Rsu

Mercoledì 2 aprile è stato firmato dall’amministrazione del Comune di Gallarate e dalle Rsu il contratto decentrato per gli anni 2006, 2007 e 2008 che chiude un contenzioso tra amministrazione e dipendenti durato oltre due anni.
Questo accordo oltre ad impedire il dimezzamento del premio incentivante, a parte il 2006 che si chiude con una lievissima perdita (il fondo complessivo passa da 444.000 e 402.000 euro), garantisce un parziale recupero del costo della vita almeno per il salario accessorio.
Infatti nel 2007 e nel 2008 il premio incentivante aumenterà di circa il 20% rispetto al 2005 (ultimo anno in cui è stato distribuito).

«Come delegati Rsu dell’Associazione Lavoratori Cobas siamo soddisfatti del risultato raggiunto, il cui merito è unicamente ascrivibile alla straordinaria partecipazione della maggior parte dei lavoratori e delle lavoratrici alle iniziative, ai presidi ed agli scioperi indetti in questi due anni – si legge in una nota diffusa in mattinata -. Questo risultato dimostra chiaramente che le mobilitazioni sono l’unica vera arma con cui i lavoratori e le lavoratrici possono conquistare diritti e salari e rappresenta una significativa risposta a coloro che in questi due anni hanno cercato di convincere i dipendenti ad accettare come inevitabile il dimezzamento del premio incentivante.


Senza mobilitazioni dei lavoratori e delle lavoratrici ci saremmo ritrovati contratti come quello appena firmato a livello nazionale dalle solite segreterie di Cgil, Cisl e Uil in compagnia di qualche altro sindacato più piccolo.
Gli stessi che promettono di adeguare i salari al vertiginoso aumento del costo della vita, hanno sottoscritto un accordo che prevede ben 7 euro lordi di aumento mensile per tutto il 2006 e per il gennaio 2007.
Chissà quali supermercati frequentano questi signori?
Dal febbraio 2007 scatteranno 90 euro lordi medi mensili di aumento che non recuperano neanche il potere d’acquisto perso in questi anni (due anni di arretrati non equivalgono neanche ad una tredicesima mensilità).
Anche qui, come al solito, il Contratto Enti Locali risulta essere il peggiore tra quelli recentemente sottoscritti.
Come se non bastasse, la maggior parte del testo dell’accordo è dedicato all’inasprimento delle sanzioni disciplinari è a dir poco paradossale che tutta questa rigidità nei confronti dei dipendenti comunali non riguarda minimamente nemmeno i sottoscrittori di questo accordo.
Infatti, pur trovandosi nelle medesime condizioni, si può tranquillamente diventare presidente del consiglio, parlamentare, dirigente di organizzazione sindacale o pubblico, ma non dipendente comunale – prosegue la nota -.
Più che una ventata di moralità promossa dai cultori della pena e delle pene, degli altri ovviamente, sembra l’ennesima affermazioni di privilegi. Paradossale è che coloro che parlano di meritocrazia sono gli stessi che nominano e liquidano dirigenti con paghe stratosferiche (centinaia di migliaia di euro all’anno), riconoscendogli poi, per il compito svolto, liquidazioni vertiginose, anche quando il loro lavoro ha contribuito al fallimento di strutture o servizi pubblici.
Paradossale è spacciare la riduzione della spesa per il personale con il contenimento della spesa pubblica.
E’ da quasi vent’anni che nelle pubbliche amministrazioni si sostituisce solo una piccolissima parte di coloro che vanno in pensione (da 1 su 2 a 1 su 4 per arrivare alle recenti proposte di sostituirne 1 ogni 8, così finalmente trasformeranno ogni ufficio in un reparto di geriatria), ma la spesa invece di diminuire è lievitata ed i motivi non sono poi così difficili da comprendere.
Il lavoro che prima veniva svolto dai dipendenti pubblici, ora viene svolto da altri lavoratori, in genere precari, ma sempre e comunque sottopagati, dipendenti di aziende o cooperative a cui nel frattempo è stato affidato il servizio.

Nessuno ha il coraggio di dire che la spesa pubblica è lievitata soprattutto a causa:
delle privatizzazioni, che oltre a peggiorare i servizi ed aumentare i costi per l’utenza (vedi Trenitalia, ex Telecom, ecc.), producono un incremento di spesa, ma in compenso trasferiscono denari pubblici nelle tasche di aziende private o mascherate da cooperative, spesso “amiche”;

delle consulenze dai costi stratosferici e soprattutto delle cosiddette grandi opere presentate come pubbliche e utili (la Tav costa come diverse finanziarie, la rotonda più piccola costa 300.000 euro, ecc.), dietro a cui spesso si nascondono società “legate“ a questo o quel partito.

Tornando al nostro Contratto decentrato (valido anche per gli anni 2006, 2007 e 2008), dopo la sua sottoscrizione, speriamo sia finalmente possibile riprendere serenamente le trattative con l’Amministrazione sulle molteplici tematiche rimaste tuttora irrisolte (regolamento mobilità interna e Posizioni Organizzative, buoni mensa, modifica dell’organizzazione del lavoro al fine di migliore la qualità del lavoro ed i servizi offerti ai cittadini, corretto inquadramento del personale e passaggi verticali, stabilizzazione del personale precario, ecc.)».

Mercoledi 2 Aprile 2008
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